Il dolore
Indagini sul raid alla mieleria
Forse i carabinieri hanno una pista da seguire, uccise milioni di api
CASCINA. Vanno avanti le indagini dei carabinieri di Navacchio per dare un nome all’autore di un misterioso raid in un’azienda agricola di Titignano di Cascina. Api avvelenate con un potete insetticida. Nel campo sono entrati di notte, forse scavalcando la recinzione, forse oltrepassando due fossati. Due milioni di api sterminate, una trentina di arnie devastate nella campagna toscana che sta tra Pisa e Cascina, frazione Titignano.
Non ci sono case vicino, solo la campagna al confine con Pisa. Non può essere stata una sola persona, ma due o tre. Pochi gli indizi per ora: una bomboletta trovata nell’erba del campo, qualche arnese rudimentale. «Non faccio altro che chiedermi perché e chi possa aver ucciso le mie povere api» si dispera Sergio D’Agostino, presidente nazionale dell’Anai, una delle Associazione degli apicoltori e titolare della “Mieleria” presa di mira dai vandali. Il danno per un’azienda artigianale come la sua è importante: «Più di un terzo della produzione di miele annuale è compromessa ». Tradotto in moneta, fanno 20-25mila euro. Ogni arnia ospitava almeno 60-70mila api che producevano varie tipologie di miele.
D’Agostino è un apicoltore conosciuto a livello nazionale per le sue battaglie sulla qualità del prodotto e sulle regole per assicurare al consumatore la massima trasparenza e informazione.
Tanti i dubbi su questa vicenda, tanto che i carabinieri starebbero indagando anche tra persone che conoscono D’Agostino.Si cerca di capire chi possa avercela con D’Agostino.
«Non ho mai ricevuto minacce da nessuno e non mi spiego proprio come possano succedere certe cose. Il nostro è un mondo dove non ci sono grandi interessi in ballo».
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