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Arriva la corsa in bici scoppia la protesta

Arriva la corsa in bici scoppia la protesta

PARDOSSI. «Non siamo stati avvisati per tempo. Questa corsa ci creerà solamente disagi». Sbottano così alcuni abitanti della frazione pontederese di Pardossi, interessata domani pomeriggio dalla...

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PARDOSSI. «Non siamo stati avvisati per tempo. Questa corsa ci creerà solamente disagi».

Sbottano così alcuni abitanti della frazione pontederese di Pardossi, interessata domani pomeriggio dalla manifestazione per cicloamatori “Giro della Valdera”. Una corsa in bicicletta, che le settimane successive farà tappa anche in altri territori della Valdera (come Lari e Calcinaia), e che in paese ha destato non pochi malumori. Specie fra chi abita dirimpetto via del Fosso Nuovo, la strada di collegamento fra Fornacette e Latignano passante da Pardossi. «Noi non contestiamo il fatto che si corra in bicicletta, tutti siamo consapevoli del valore dello sport», spiega Giovanna Bacciarelli. «Quello che ci disturba sono le modalità con cui la gente è stata coinvolta: tardi e male». Già, perché, a sentire i residenti, di cartelli di avviso non c’è stata neanche l’ombra (fino a mercoledì sera). A parte uno, troppo piccolo – dicono – affisso insieme ad altri annunci alla bacheca all’interno del circolo Arci. «Un po’ poco per un avvenimento che turba per un pomeriggio intero – di sabato - la vita della comunità. Anche perché ci sarà un divieto di sosta in tutti i parcheggi dell’abitato. E la macchina io dove la devo mettere?».

Accanto alla signora Giovanna c’è un gruppetto di persone riunitesi nel negozio della parrucchiera. «L’otto marzo è la festa della donna, un giorno particolare, ambito dai negozi che si occupano di acconciature. E che si fa? Invece di agevolare il commercio, lo si intralcia. Perché la corsa non viene fatta di domenica? », si domandano l’esercente e la mamma. «Qualcuno di noi ha scritto al comandante della polizia municipale di Pontedera per avere lumi, ma niente è stato fatto». Questo è il secondo anno che la manifestazione attraversa la frazione. «Ma perché non si fa un percorso alternativo? Perché a rimetterci devono essere sempre i soliti?», dice Renata de Prisco. «Per la gara di pochi ci deve rimettere l’interesse di una comunità, a cui vengono imposte le decisioni dall’alto», sostengono invece Tommaso Danese e la moglie Alessandra. I cittadini hanno intenzione di promuovere anche una raccolta di firme per il prossimo anno.

Jacopo Paganelli

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