Gioco
Il trasloco del tribunale non s’ha da fare
Il Comune di Pisa congela l’appalto. Arredi e fascicoli restano nella sezione distaccata a distanza di mesi dalla chiusura
PONTEDERA. Il trasloco dei fascicoli e degli arredi dell’ormai soppressa sezione distaccata di Pontedera non s’ha da fare. Il presidente del tribunale di Pisa, Salvatore Laganà, in una lettera diffusa nei giorni scorsi agli operatori che partecipano alle attività giudiziarie, prende atto di un presunto dietrofront del Comune di Pisa rimasto finora molto riservato. E la situazione diventa ogni giorno che passa sempre più paradossale. La sezione distaccata è chiusa dal settembre ma potrebbe riaprire anche domani: tutto è rimasto al suo posto, sono stati spostati solo pochi fascicoli.
Ora si viene a sapere che dopo mesi di verifiche, mille adempimenti burocratici richiesti da Pisa al tribunale per istruire la gara d’appalto per il trasloco, Pisa ha cambiato idea. Le mutate intenzioni del Comune pisano sono emerse nel corso di un incontro in prefettura a Pisa lo scorso 27 febbraio. Però al Comune di Pontedera, proprietario dell’immobile, in questi giorni non è arrivata alcuna comunicazione ufficiale: probabilmente si lavora per fare cambiare di nuovo idea a Pisa.
Il trasloco era stato formalmente deliberato (dopo reiterate sollecitazioni) nella seduta della Commissione manutenzione e mobili del tribunale di Pisa il 25 settembre con approvazione del preventivo di massima e trasmissione del verbale al ministero della Giustizia.
Da quel giorno ci sono stati sopralluoghi, diverse convocazioni di Comitati provinciali per l’ordine e la sicurezza pubblica indette dalla prefettura. Tante promesse rimaste sulla carta. E tutto questo mentre il personale della Croce rossa italiana aiutava il tribunale a i locali di Ospedaletto adibiti alla custodia dei corpi di reato dell’ex Pretura, dopo aver ottenuto la disponibilità di locali da destinare ad archivio da parte del Capar. E dopo aver quasi del tutto liberato i locali adibiti ad ospitare le aliquote della Polizia giudiziaria all’interno del tribunale stesso. Mancava solo il trasloco dei fascicoli dagli archivi di via Agnoletto di Pontedera da sistemare nei locali liberati e degli altri fascicoli e degli arredi della ex sezione distaccata da collocare nella sede centrale del tribunale, per quelli in eccedenza, in altri locali che il Comune di Pisa avrebbe messo a disposizione.
L’operazione avrebbe interessato anche i residui arredi della polizia giudiziaria nonché i mobili da trasportare dal secondo al piano terra nei locali lasciati liberi dalla polizia giudiziaria. Ma da pochi giorni il Comune di Pisa, che in questi mesi ha più volte rinviato la gara d’appalto, è uscito allo scoperto durante un incontro con enti e istituzioni coinvolti nel trasloco: niente gara e revoca della stanziamento già deliberato. Motivo? «Non è di nostra competenza», si è svegliato il Comune di Pisa, che nel corso dei mesi, anche quando aveva già cancellato l’impegno di spesa, ha continuato a chiedere documenti finalizzati alla gara, facendo perdere tempo al personale del tribunale, che già lavora in grandi difficoltà. A nulla sono servite le rimostranze del presidente del tribunale che, circolari alla mano emesse dal Ministero della giustizia, ha cercato di spiegare a Pisa che l’inversione di marcia è del tutto infondata dal punto di vista giuridico.
Finora nessun Comune del distretto della Corte di appello della Toscana si era rifiutato di eseguire il trasloco dalle sedi soppresse. Tant’è che il caso di Pontedera è unico e non è la prima volta che finisce al centro delle cronache come esempio di una burocrazia che rallenta i tempi della giustizia. Ormai in tutt’Italia i traslochi delle sezioni distaccate soppresse sono stati realizzati e pagati. A maggior ragione la situazione di Pisa «resta un’assoluta anomalia nel panorama nazionale, afferma in una lettera inviata a giudici e personale delle cancellerie, il presidente del tribunale. Per Pontedera, la cui amministrazione comunale, tra l’altro, spera che la sezione distaccata possa essere riaperta, si tratta di un’ulteriore beffa. Non solo ha perso il “tribunalino” ma non può nemmeno usare la sua sede, palazzo Pretorio, perché resta occupata da arredi e fascicoli “dimenticati”.
Mentre il presidente del tribunale sta valutando come portare avanti, in tutte le sedi competenti, le azioni necessarie a superare questa situazione .
La clamorosa novità di fine febbraio ha cominciato a circolare negli uffici giudiziari da alcuni giorni suscitando le incredule reazioni non solo del personale delle cancellerie ma anche di giudici e avvocati. I fascicoli processuali resteranno itineranti ancora a lungo, a quanto pare. Con buona pace di tutte le promesse e ogni impegni degli ultimi sei o sette mesi.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
