Sicurezza
C’è chi ristruttura ma il futuro è incerto e chi invece chiude
Pontedera, la crisi fa altre vittime nel mondo del commercio Anche via Dante nella spirale, ma qualcuno resiste
PONTEDERA. Affitti, mutui del caso, tasse. I conti da pagare a fine mese sono sempre più salati e nuove attività commerciali di Pontedera cadono sotto questo bombardamento.
Dopo via Palestro, via Roma e dello stesso salotto centrale, anche la vicina via Dante si sgretola.
«Abbiamo provato a resistere, ma alla fine abbiamo dovuto prendere la decisione di cedere la nostra attività», racconta a malincuore Aurora, titolare del bar tavola-calda l’Erbavoglio. Dopo 5 anni dietro al bancone, arriva la decisione di passare la staffetta: da sabato il locale è chiuso in attesa che qualcosa di buono accada.
«Purtroppo i lavori che da tempo vanno avanti sulla strada ci hanno messo in ginocchio, togliendoci tutta la gente di passaggio: abbiamo fatto presente i disagi anche in Comune», continua.
Il lavoro con le scuole là vicino era fondamentale per la vita del bar. «Quando c’era il professionale, la mattina avevamo quasi duecento ragazzi a fare colazione: il fatto che abbiano spostato l’istituto per noi è stato un duro colpo. Non è colpa di nessuno, ma di fatto i nostri incassi sono colati a picco».
A fine anno, lungo la strada, anche la cartoleria Qui, Quo, Qua chiude i battenti. I momenti sono critici per tutti, come sottolineano anche dalla Cantinetta vini, ristorante-enoteca, sempre sulla stessa via. «Vorremmo arrivare a festeggiare i dieci anni di attività: proviamo a sopravvivere anche se i tempi non sono facili», sottolineano dal locale.
Tempi duri, sopravvivenza, mancanza di politiche commerciali adeguate a tutela del centro della città: sono le riflessioni più frequenti da parte dei commercianti. Anche lo storico maxi negozio di sport Niccolaioni, con le sue cinque vetrine sta vivendo un momento di forti preoccupazioni.
«Tra una decina di giorni chiudiamo per ristrutturazione e poi vediamo cosa fare: sicuramente a breve non chiuderemo, ma stiamo valutando come andare avanti», dice il titolare, Andrea Niccolaioni.
Grandi sconti, addirittura fino al 70%, caratterizzano questa fase della storica attività.
C’è la volontà di restare a galla. Di resistere. Magari di reinventarsi in una situazione logistica più piccola di quel fondo gigante lungo via Dante. Si vedrà.
Poco distante, all’angolo con via Roma per il bar di Umberto Turturici sembra essersi realizzata una sorta di profezia fatta in tempi non sospetti dagli stessi titolari: le difficoltà del Micky's si sono trasformate in una saracinesca abbassata.
In questo allarme rosso lanciato dal commercio pontederese, c’è anche chi chiude per riaprire. Da un’altra parte però. È il caso di Dominga Ferro, titolare insieme alla collega Debora Tognotti titolare del negozio di abbigliamento baby Do.De vi via Lotti.
In poco meno di due anni la parabola dell’attività per bambini si ritrova a cambiare due fondi e poi a chiudere.
«Sono stata sfortunata – afferma Ferro che sabato 15 marzo saluterà Pontedera – Da troppo tempo in questo fondo di 23 metri quadri senza bagno non eravamo soddisfatte: tutto troppo nello stretto, vestiti ammassati. Ci serviva qualcosa di diverso e lo abbiamo trovato a Collesalvetti, nella galleria Smeraldo dove inaugureremo il 23 marzo». Ferro chiude e ribadisce. «Ci siamo fatte la nostra clientela e non è stato un problema di incassi, quanto di logistica. Qui su Pontedera, rapporto qualità-affitto, non siamo riuscite a trovare una location adeguata».
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