Il Tirreno

Pontedera

Le mura e lo sperone restano sorvegliati speciali

di Andreas Quirici
Le mura e lo sperone restano sorvegliati speciali

Sono stati applicati nuovi target per tenere sotto controllo gli spostamenti E intanto si aspettano i soldi (6 milioni) che serviranno alla ricostruzione

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VOLTERRA. Una gru a terra e tanto coraggio sospeso nel vuoto a fianco dello sperone crollato l’altro giorno per installare nelle mura rimaste in piedi i cosiddetti “target” per valutare il livello di movimento della parete risalente al Settecento e che contiene il parco archeologico. Così una squadra del nucleo Speleo alpino fluviale (Saf) dei vigili del fuoco ha effettuato l’intervento più spettacolare della giornata, quella della valutazione dei danni e degli interventi da fare per permettere a Volterra di tornare a una sorta di normalità.

Fin dalle prime ore del mattino, squadre di vigili del fuoco, della protezione civile e tecnici del Comune hanno presidiato piazza Martiri della libertà, vera porta di accesso diretta al centro di Volterra. Qui c’è il capolinea degli autobus di trasporto locale. In quest’area c’è il parcheggio. La doganaccia, meta dei turisti che nei sotterranei lasciano l’auto per visitare la città etrusca. E da venerdì è tutto inaccessibile, visto il pericolo di crollo e poi la frana vera e propria.

«È nostra priorità rispristinare le condizioni di sicurezza della zona – ha detto il dirigente del settore tecnico del Comune di Volterra, Marco Occhipinti –. Presenteremo alla Soprintendenza un piano per cominciare a togliere i detriti, perché in questa situazione Volterra è paralizzata».

Oggi l’incontro e, se arriverà l’ok, da domani si comincerà a lavorare. Quindi, sopralluoghi a terra dei tecnici. E poi a ridosso della frana. Ma subito una prima sensazione. «Le tre crepe che si sono create nella parte di mura rimasta in piedi si stanno allargando», questa la sentenza iniziale. Da qui la necessità di posizionare i “target”, piccoli vetri con una sorta di righello che permettono all’equipe del geologo Nicola Casagli, che sta monitorando con un radar interferometrico la parte ovest di Volterra, di valutare gli eventuali spostamenti della parete antica ogni due ore.

Ed è stato qui che sono entrati in scena i vigili del fuoco, esposti a un rischio enorme. Ma fondamentali per la buona riuscita di un’operazione decisiva dal punto di vista storico. Così come è importante il lavoro di carotaggio in via Persio Flacco a ridosso della frana alle mura medievali della fine di gennaio. In questo caso esiste già un progetto per il rispristino della cinta muraria crollata. Sarà costruito un enorme contenitore composto da gabbie, le quali verranno ancorate con tiranti e appoggiate alla parete, in modo da permettere l’inizio dei lavori. C’è un piano d’intervento, concordato telefonicamente dal governatore Rossi con il ministro Franceschini e il prefetto Gabrielli, da 6 milioni di euro per le due frane che hanno interessato la città. I primi 3,3 milioni, di cui 3 milioni della Regione e i 300mila euro reperiti dal governo, verranno inseriti nella prima ordinanza già emessa relativa alle somme urgenze, quindi i lavori possono partire subito. Gli altri 2,7 milioni governativi verranno messi a disposizione con una seconda ordinanza della Protezione civile. A Volterra è già in corso un intervento di somma urgenza per un milione di euro.

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