Sicurezza
«Il crollo a ridosso di un’area dove sono stati fatti scavi»
VOLTERRA. Lo aveva già detto Nicola Casagli, super esperto in fatto di problemi idrogeologici. Lo ha ribadito l’assessore comunale, Paolo Moschi: «Uno dei motivi del crollo dello sperone è stato il...
VOLTERRA. Lo aveva già detto Nicola Casagli, super esperto in fatto di problemi idrogeologici. Lo ha ribadito l’assessore comunale, Paolo Moschi: «Uno dei motivi del crollo dello sperone è stato il terreno sovraccarico di acqua piovana del parco archeologico». Moschi punta il dito, senza dare però colpe precise, contro «grosse buche che si formano da anni all’interno dell’area archeologica, dove si effettuano gli scavi. E se non vengono riempite di terra, si formano piccole piscine naturali che poi gravano sulla struttura sottostante».
Secondo l’assessore, l’anno scorso il Comune ha smaltito duemila metri cubi di terra estratta durante gli scavi archeologici, una quantità notevole rispetto alla grandezza dello stesso parco Fiumi.
«Il crollo è avvenuto a ridosso di un’area in cui erano stati effettuati scavi recenti e anche di una certa importanza – sottolinea Moschi –. Purtroppo, ha collassato una delle stanze interne alle mura e non c’è stato niente da fare per evitare il crollo. Ora dovremo pensare a mettere in sicurezza l’area e a far tornare a una relativa normalità questa parte di Volterra. Senza la quale, la città subisce un notevole danno, sia in termini di viabilità che di accesso al centro storico da parte dei turisti». (a.q.)
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