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A violenza e devianza si risponde col cinema

SAN MINIATO. Cinema, arte e musica si configurano come la triade vincente per poter combattere contro criminalità, violenza e devianza: è con questa convinzione che viene proposta una nuova...

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SAN MINIATO. Cinema, arte e musica si configurano come la triade vincente per poter combattere contro criminalità, violenza e devianza: è con questa convinzione che viene proposta una nuova iniziativa dedicata ai ragazzi delle scuole medie e superiori nei comuni di San Miniato, Castelfranco di Sotto, Montopoli Valdarno, Santa Croce sull’Arno ed Empoli.

Un progetto ad ampio raggio, sostenuto dalla Fondazione Cassa di Risparmio di San Miniato, che prevede incontri con gli studenti delle durata di 2 ore e mezzo, durante i quali sarà proiettato il film breve "Il Riscatto" di Giovanna Taviani.

Tale riproduzione rappresenta la storia dell'ormai affermato attore di cinema e teatro Salvatore Striano, un ex detenuto del carcere di Rebibbia, nato e cresciuto nel buio dei quartieri spagnoli di Napoli ed influenzato dal mondo della camorra, che si risveglia nella Toscana di Dante, territorio segnato dalla luce della Resistenza e della lotta partigiana che conserva un'armonia paesaggistica e artistica senza eguali.

L'accostamento di queste due realtà profondamente diverse fra loro si snoda in un documentario di vita in cui il protagonista parla di come arte e cultura siano riuscite a salvarlo.

«Gli anni passati in cella mi hanno fatto molto riflettere – dice Salvatore Striano –. L'illegalità mi ha portato solo sofferenza ed emarginazione sociale ma grazie a dei volontari del carcere, veri e propri professionisti armati di cultura, ho potuto appassionarmi al teatro, riscoprire l'amore per la letteratura e frequentare corsi di recitazione. Oggi sono un attore che, pur avendo incontrato l'arte per caso, ha potuto radicalmente cambiare vita ed avere il proprio riscatto».

Le scene partono dal carcere di Arezzo in cui il protagonista, trovatosi in una cella in cui furono trucidati tre partigiani in fuga per la libertà, cerca di capire cosa vuol dire essere disposti a morire per difendere i propri nobili valori e non per obbedire ad ordini mafiosi; la storia si conclude poi nel paesaggio sanminiatese, dove i caduti rivivono nella memoria degli abitanti e l'inferno della guerra si accosta a quello di chi ha passato la propria gioventù in cella.

La salita del protagonista in cima alla Rocca simboleggia, infine, la rivincita da un passato doloroso e l'inizio di una nuova vita.

Le proiezioni con gli studenti saranno accompagnate dagli interventi, oltre che della regista e dell'attore protagonista, di Enzo Cintelli e Lisandro Nacci, fondatori dell'associazione Giuseppe Gori e coprotagonisti del film.

Previsti anche incontri serali per il pubblico cittadino inerenti il film "Cesare deve morire" (vincitore al festival di Berlino) e "La notte di San Lorenzo" dei fratelli Taviani, proiettati in occasione del settantesimo anniversario della Strage del Duomo di San Miniato.

Serena Di Paola

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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