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Volterra, crolla lo sperone: via ai sopralluoghi. Dalla Regione 3 milioni, lo Stato ne mette intanto uno

di Andreas Quirici
Volterra, crolla lo sperone: via ai sopralluoghi. Dalla Regione 3 milioni, lo Stato ne mette intanto uno

Pietre e terra hanno travolto i tiranti di ferro e i detriti sono caduti vicino all'ingresso del parcheggio La Dogana, minacciando l'acropoli e le mura etrusche. Il ministro Franceschini. "E' importante che in meno di 24 ore siamo riusciti ad individuare lo strumento operativo per i primi interventi urgenti"

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Sono cominciati i sopralluoghi da parte dei tecnici al crollo dello sperone che si affaccia in piazza Martiri della Libertà a Volterra. Squadre dei vigili del fuoco e del Comune stanno lavorando per una prima valutazione dei danni e per capire quali possono essere le soluzioni migliori da adottare per la messa in sicurezza dell'area. Mercoledì esponenti dell'amministrazione comunale s'incontreranno con i rappresentanti della Soprintendenza per presentare un piano iniziale che permetta di ripristinare le condizioni di sicurezza della zona, dalla quale si ha accesso al centro della città.

Il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi ha annunciato la disponibilità di tre milioni di euro per gli interventi di somma urgenza a Volterra e ha chiesto che lo Stato ne renda disponibili altrettanti. Rossi, che nel tardo pomeriggio sarà a Volterra, secondo quanto appreso ha parlato di tale ipotesi con il ministro per i beni culturali Dario Franceschini e con il capo della protezione civile Franco Gabrielli. E proprio Il ministro Franceschini, ha comunicato al sindaco di Volterra che il Mibact parteciperà, per ora, con un milione di euro agli interventi urgenti di recupero e ripristino della cinta muraria medioevale crollata. La cifra si aggiunge ai tre milioni della Regione Toscana. Franceschini, che ha telefonato nel pomeriggio al sindaco di Volterra Marco Buselli, lo aveva sentito già la sera di lunedì 3 marzo: oggi (martedì 4) lo ha richiamato per aggiornarlo sui contatti avuti con il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, e con il capo della protezione civile, Franco Gabrielli essendo Volterra ricompresa nella zona per cui e' gia' stato dichiarato lo stato d'emergenza.  "E' importante - ha sottolineato il ministro - che in meno di 24 ore siamo riusciti ad individuare lo strumento operativo per i primi interventi urgenti che saranno caratterizzati da un'azione congiunta del Mibact, della Regione Toscana e della Protezione civile".

Intanto uomini del Saf dei vigili del fuoco hanno effettuato un sopralluogo alla necropoli, l'area di scavi archeologici contenuta dalle mura settecentesche di cui faceva parte lo sperone. Installati i cosiddetti target sulle crepe della cinta muraria dannegiata. Si tratta di strumenti topografici che permettono di valutare il livello di movimento della struttura e di effettuare misurazioni ogni due ore.

Crolla lo sperone

In piazza Martiri della Libertà, infatti, è situata un'importante fermata degli autobus di linea. E sempre nello stesso punto, si trova il parcheggio sotterraneo, mèta di numerosi turisti per il posteggio delle auto. Lo stesso parcheggio è stato pesantemente danneggiato dal crollo dello sperone avvenuto lunedì. "Abbiamo la necessità di mettere in sicurezza quest'area - ha spiegato Marco Occhipinti, dirigente del settore tecnico del Comune - perché è un punto vitale per la nostra città. Presenteremo il piano d'intervento alla Soprintendenza e, se ci daranno l'ok, cominceremo già nella giornata di giovedì i lavori per rimuovere i detriti dello sperone e le opere per la riapertura del parcheggio".

Sono ancora da quantificare, infatti, i danni al parcheggio sotterraneo di piazza Martiri della libertà , sul cui ingresso si è abbattuta la frana. Detriti delle mura franate hanno sfondato una grata, che non era stata protetta a dovere, e sono arrivati fino al quarto livello interrato, danneggiando notevolemente la struttura. All'interno del parcheggio ci sono ancora alcune auto di proprietà degli abbonati che, in tutto, sono circa 50. Complessivamente i posti auto sono 204, suddivisi in quattro livelli. Durante le operazioni di inserimento dei "target" sulle crepe vicino allo sperone crollato, da parte dei vigili del fuoco, uno dei proprietari ha portato fuori l'auto dal parcheggio, dovendo però liberare l'uscita del parking da grossi massi caduti durante la frana.

"Abbiamo l'accordo con le autorità di poter far uscire le auto dal parcheggio ogni volta che ne abbiamo la necessità - spiega Nicola Cicchetti - proprietario e costruttore del parcheggio dal 1989 - ovviamente chi esce poi non può rientrare visto che la strada di accesso è chiusa". In questo periodo comincia la stagione turistica per Volterra, con numerosi stranieri che arrivano abitualmente in città. Il parcheggio sotterraneo è un punto di riferimento per l'afflusso di visitatori. Il danno economico per Cicchetti, oltre a quello strutturale, potrebbe diventare difficile da sostenere se non saranno rispristinate presto le condizioni di sicurezza della zona. "Davanti a queste situazioni si pensa prevalentemente al ripristino della sicurezza e del bene architettonico - riprende Cicchetti - È chiaro, però, che per la nostra attività e per l'accesso alla città servirebbe un ritorno alla notmalità quanto prima".

VIDEO Parla la Sovrintendenza - Il crollo dello sperone

FOTO: Lo sperone crollato - Prima del crollo - Strade per Volterra ko

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GLI INTERVENTI PRECEDENTI

Domenica 2 marzo, vista la situazione, è stato deciso di mettere un enorme impermeabile alla zona. I vigili del fuoco e gli uomini della protezione civile hanno effettuato il disboscamento dell'area situata nella parte superiore delle mura, quella più vicina agli scavi archeologici del parco etrusco. Anni di incuria o di scarsa manutenzione hanno favorito la crescita di una folta vegetazione. Sono quindi stati stesi teli impermeabili sia sul terrapieno che nel parco archeologico. Un’installazione in alcuni casi molto rischiosa per gli operatori che l’hanno effettuata, “controllati” a vista dai vigili del fuoco e con imbracature di sicurezza. Effettuata anche la collocazione alla base delle mura di geoblocchi in cemento per contenerne lo spostamento verso l'esterno.

Nel primo pomeriggio di lunedì è iniziata l'operazione di alleggerimento della pressione sul muro che si sta distaccando (FOTO): le pietre, settecentesche, vengono smantellate da un operaio specializzato che opera sul cestello di un camion gru. Questo dovrebbe servire a ridurre l'effetto spinta, probabilmente provocato da un masso che si trova all'interno del bastione, nel sottosuolo.

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