Sicurezza
«Una frana annunciata da 5 anni»
Risale al 2009 il progetto per mettere in sicurezza le scarpate lungo la Fi-Pi-Li
MONTOPOLI VALDARNO. Sono passati quasi cinque anni. Era il 21 aprile 2009: tra le stanze del municipio di Montopoli, tecnici e dirigenti della Provincia e della Regione, insieme alla giunta comunale, stilavano nero su bianco un protocollo d’intesa per mettere fine a uno dei tanti problemi irrisolti della Fi-Pi-Li: quello del rumore e delle pericolose vibrazioni che esasperavano le famiglie residenti in prossimità del cavalcavia tra Montopoli e Capanne. Problema rimasto aperto dagli anni ’90, da quando la superstrada ha tagliato “in trincea” la collina tra il capoluogo e la frazione, e che si è riacceso di colpo sabato mattina, quando una frana, proprio in quel punto, ha invaso la carreggiata della superstrada. Un pericolo che i residenti avevano fatto presente da tempo, mostrando i cedimenti del terreno e le crepe all’interno delle case, provocate proprio dalle vibrazioni della superstrada. Nell’aprile 2009, quindi, Regione e Provincia annunciavano «entro la fine dell’anno» la stesura di un progetto definitivo per l’installazione di pannelli fonoassorbenti e la bonifica delle scarpate, ringraziando anche i residenti «per la pazienza dimostrata». Di quel progetto, poi, non si è più saputo niente, e l’allora vicesindaco Maria Vanni, oggi all’opposizione, interviene contro quella che definisce «una frana annunciata». «Sono anni – afferma – che un nucleo di abitanti protesta per alcune problematiche presenti lungo la strada all’altezza del cavalcavia. I disagi per il rumore sono ormai noti, ma è bene sapere che è stata più volte segnalata l’alta probabilità di frana con il possibile interessamento delle corsie. Fra le tante promesse che il sindaco non ha mantenuto c’è anche la risoluzione del caso, nonostante avesse concordato con Regione e Provincia un percorso che, utilizzando i soldi per la manutenzione della superstrada, prevedeva sondaggi geologici per verificare la stabilità del terreno. Indagini che non sono mai state rendicontate ai cittadini. Ma se la frana era già in atto a cosa servivano i sondaggi? Sono anni, quindi, che l’argine poteva e doveva essere ricostruito e su questo dovevano essere appoggiate le tanto sospirate barriere antirumore». (g.p.)
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