Sicurezza
Perdono il lavoro, sit-in alla Revet
Una ventina di dipendenti di una cooperativa ha protestato davanti ai cancelli dell’azienda a Gello
PONTEDERA. Una mattinata di protesta davanti ai cancelli della Revet per venti lavoratori extracomunitari che fino a venerdì scorso hanno svolto il delicato servizio di smistare i rifiuti mentre scorrevano sul nastro trasportatore.
Un lavoro per conto della cooperativa Valdelsa che fa parte del consorzio Multi-Cons di Montelupo Fiorentino e che ha in appalto da Revet proprio quel genere di servizio. I venti lavoratori non hanno più un lavoro, perché Coop Valdelsa ha rinunciato al sub-appalto e Multi-Con lo ha girato a un'altra sua cooperativa: Tosco Side. Multi-Cons ha virca 180 lavoratori, con tre cooperative che si occupano anche di appalti alegati alle pulizie. La questione risalirebbe all'aumento della raccolta differenziata avviata nei comuni gestiti da Revet, che cura il riciclo dei rifiuti. La selezione che le famiglie effettuano nelle loro case, depositando poi i sacchetti della spazzatura già differenziata nelle strade per la raccolta domiciliare, avrebbe fatto diminuire i volumi di rifiuti sulla quale far operare gli addetti della Valdelsa all'interno di Revet. La comunicazione della diminuzione dei volumi era stata comunicata dalla stessa Revet a Multi-Cons.
«La situazione non è affatto chiara - spiega Goffredo Carrara della Cgil, presente ieri mattina davanti ai cancelli dell Revet insieme ad alcuni suoi colleghi della Uil e della Cisl - Avevamo firmato un contratto di solidarietà per ovviare al calo del lavoro. Ma questo ammortizzatore sociale, di fatto, non è mai stato applicato».
Poche settimane fa, infatti, si è svolta un'assemblea dei soci-lavoratori della Valdelsa. «In quella sede - spiegano esponenti della stessa cooperativa - visto il bilancio in perdita di 120mila euro e il fatto che erano cambiate le condizioni dell'appalto con Revet l'assemblea ha votato di abbandonare l'appalto».
I lavoratori e i loro rappresentanti contestano le modalità con le quali è stato girato l'appalto a Tosco Side. «Avrebbero potuto inserire i lavoratori della Valdelsa in questo nuovo appalto - spiegano i sindacati - Invece in Revet ora lavorano venti soci- lavoratoti di Tosco Side, più tre passati dalla Valdelsa a Tosco Side».
Secondo i lavoratori presenti davanti ai cancelli di Revet, si tratta anche una questione etnica in questa faccenda. «Noi siamo tutti senegalesi - dicono - mente quelli che lavorano ora in Revet sono marocchini. Il problema è che lavoriamo in condizioni pessime. Guadagniamo tra gli 800 e i mille euro, con la tredicesima che ci viene spalmata sulle dodici mensilità. Non abbiamo diritto al Tfr e se succede come in questo caso che perdiamo un appalto non abbiamo tutele di nessun tipo. Abbiamo perso il lavoro. Punto e basta. Ma a questo non ci rassegnamo».
Secondo gli esponenti di Valdelsa e Tosco Side, i lavoratori passati da una cooperativa all'altra, e che stanno operando adesso all'interno di Revet, avevano già fatto richiesta di essere trasferiti. «Il problema è che Valdelsa ha 46 soci-lavoratori - dicono - e il fatto che fossero troppi era già stato spiegato ai sindacati. Il calo del lavoro in Revet ha prodotto questa situazione. Ma il nostro operato è giusto e trasparente». Il 10 marzo, intanto, l'assessore provinciale al lavoro, Anna Romei, inconterà i lavoratori e i sindacati, e presumibilmente anche l'azienda, in un tavolo per discutere della situazione e provare a risolvere una vicenda di difficile interpretazione.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
