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Pontedera

Crolla lo sperone durante i lavori

Crolla lo sperone durante i lavori

Pietre e macerie piombano giù nel bel mezzo di un briefing in Comune: minacciate l’acropoli e le mura etrusche

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VOLTERRA. Un tonfo sordo. Jenny che lavora dietro al bancone del bar di piazza Martiri della Libertà esce di corsa e si ritrova davanti un cumulo di macerie. La gente si precipita anche dalla banca là vicino, come l'assessore di Montecatini Matteo Romani: è là a sbrigare alcune commissioni e il rumore forte richiama l'attenzione. Quel gigante di roccia, conosciuto da tutti come lo sperone e sorvegliato speciale da giorni non regge, nonostante tutto. E crolla giù intorno alle 16 durante i lavori di messa in sicurezza. Soprattutto nel bel mezzo di un briefing a Palazzo dei Priori tra le istituzioni che avrebbe dovuto definire il piano di emergenza di questi giorni. E invece. «Non ero presente al crollo, ma guardando le foto non capisco come mai i tiranti posizionati sul versante destro non abbiano retto. Per fortuna che non si è fatto male nessuno: mentre gli addetti stavano lavorando per alleggerire la parte superiore dello sperone, decisa dal Comune, con l'obiettivo di togliere il peso di mattoni e pezzi di muratura è franata una caverna interna che ha dato origine al crollo», spiega Antonino Melara, responsabile Protezione civile della Regione Toscana.

Sin da ieri mattina, infatti, tecnici e vigili del fuoco, con i volontari della protezione civile sono impegnati per alleggerire la parte più alta dove erano stati tagliati gli alberi e dove erano stati posizionati teli impermeabili. La mattinata inizia con un ulteriore sopralluogo allo sperone in continuo movimento. La situazione preoccupa: a Volterra arrivano anche gli esperti dell’esercito.

Il prefetto di Pisa Francesco Tagliente chiede al generale Lorenzo D'Addario della Folgore di disporre un sopralluogo sul Colle per valutare e concordare con il sindaco Marco Buselli interventi da poter assicurare, per gestire l'emergenza. Dopo un lungo braccio di ferro con la Soprintendenza i tecnici si sono messi al lavoro per alleggerire la parte alta del muro. Alle 16 accade quello che molti temevano che succedesse. Sotto gli occhi dei vigili del fuoco, rimasti a presidiare la zona, e della protezione civile crolla lo sperone, proprio durante i lavori.

I primi a rendersene conto sono l’operatore che dall’interno di un cestello sta rimuovendo alcune pietre e i tecnici che impegnati nelle misurazioni dello lo sperone in piazza Martiri, in movimento dalla notte tra sabato e domenica.

La frana viene parzialmente attutita da tiranti e geoblocchi che erano stati posizionati per la messa in sicurezza. Nessuno rimane coinvolto dal crollo. Un enorme quantità di materiali, quintali e quintali di terra e pietra, finiscono sul solaio degli uffici del parcheggio sotterraneo La Dogana.

«I detriti non hanno invaso la strada che era già stata chiusa nella notte di domenica così come era stato interdetto l'accesso al parcheggio sotterraneo della Dogana - spiega il sindaco Marco Buselli - Ora la preoccupazione principale è la messa in sicurezza dell'area per evitare ulteriori scivolamenti e scongiurare altri crolli». Che fare adesso? «Dovremo ripulire l'area e ricostruire», ribadisce Melara al timone della protezione civile della Regione. Pure la Sovrintendenza sperava di essere più veloci del masso. E invece. «Pensavamo di intervenire con una piattaforma: l’Acropoli non sembra presentare segni di sofferenza ma sarà monitorata e resterà chiusa alle visite, al momento, per evitare disagi. Quando la natura si mette in moto, non possiamo contrastarla: possiamo solo cercare di attenuare gli effetti. La situazione è delicata», chiude Elena Sorge, funzionario di zona per i beni archeologici della Toscana in sopralluogo speciale sul Colle.

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