Il dolore
Lo sperone si muove, l’Acropoli è in pericolo
Volterra: il sindaco ha vietato l’accesso a piazza Martiri della Libertà L’area archeologica coperta da teli impermeabili per evitare ulteriori infiltrazioni
VOLTERRA. I vigili del fuoco hanno “vegliato” per tutta la notte tra sabato e ieri lo sperone in piazza Martiri della Libertà, nel centro di Volterra, accanto alle mura etrusche. Un presidio che è andato avanti anche per tutta la giornata di ieri, grazie alla tregua concessa dal maltempo. L’area considerata a rischio è stata “isolata” da auto e pedoni. Già nella notte, appena è stato chiaro che il muro vicino alla piazza degli autobus continuava a cedere in maniera costante, il sindaco Marco Buselli, dopo un luogo sopralluogo dei vigili del fuoco e della protezione civile, ha firmato un’ordinanza per “isolare” da auto e pedoni tutta l’area considerata a rischio. Le piogge intense delle ultime ore hanno riattivato il movimento dello sperone sottostante l'Acropoli di Castello e soprastante piazza Martiri della Libertà, posizionato sopra il parcheggio interrato e il capolinea dei bus. La ferita aperta dalle infiltrazioni dopo l’ondata di maltempo dell’undici febbraio si è aggravata così da tanto da suggerire al sindaco di emettere un’ordinanza che vieta, per ragioni di sicurezza, l'accesso al parcheggio sotterraneo in piazza Martiri della Libertà, ieri rimasta desolatamente vuota. Sulla piazza solo i mezzi dei vigili del fuoco e della protezione civile. L'uscita dal parcheggio sotterraneo è permessa solo previo consenso e col supporto del personale del comando dei vigili del fuoco di Pisa (distaccamento di Saline di Volterra) che sta presidiando la zona. «È vietato il transito sia pedonale che veicolare sul viale dei Ponti dall'incrocio con la strada regionale 68 fino a piazza Martiri della Libertà, esteso a tutta la piazza», come si legge nell’ordinanza sindacale. Per tutta la giornata di sabato - e il monitoraggio prosegue - lo sperone è stato sottoposto al controllo a vista tramite target fino al momento in cui è stato deciso di provvedere alla chiusura per motivi di sicurezza. I tecnici del team del professor Nicola Casagli (che ha seguito le attività di monitoraggio e di controllo della stabilità della nave Costa Concordia, dopo il naufragio all’Isola del Giglio) dell'Università di Firenze sono costantemente al lavoro e ad orari stabiliti forniscono dei bollettini sui movimenti in base ai quali verranno presi i necessari provvedimenti in ordine alla eventuale riapertura della viabilità. Inoltre, proseguirà, grazie a vigili del fuoco di Saline, polizia, carabinieri, protezione civile, tecnici del Comune, Croce Rossa e Misericordia, il monitoraggio dello sperone. Ma la vera corsa contro il tempo è stata quella di provare a mettere in sicurezza l’area prima della nuova ondata di maltempo prevista per oggi e domani. L’area archeologica al confine con la zona che sta franando è stata coperta da teli impermeabili (sono state montate pompe ad immersione per “drenare” l’acqua) per non gravare la zona intorno allo sperone. I vigili del fuoco hanno tagliato alcuni alberi sul muro e sulla cima dello sperone in costante movimento. Gli uomini della protezione civile “armati” di decespugliatori, con l’aiuto dei vigili del fuoco che hanno permesso loro di lavorare in maniera acrobatica ma in sicurezza, hanno tagliato la vegetazione cresciuta sulle mura. Obiettivo era quello di stendere un telo impermeabile anche sullo sperone per ostacolare nuove infiltrazioni d’acqua che potrebbero ulteriormente compromettere la stabilità dell’area.
Sabrina Chiellini
Altro servizio a pag. 7
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