Il Tirreno

Pontedera

Pd, intorno a Millozzi un programma condiviso da Sel e Psi

Pd, intorno a Millozzi un programma condiviso da Sel e Psi

È stato avviato un percorso di verifica con le altre forze «Partiamo dai risultati ottenuti in questi ultimi 5 anni»

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PONTEDERA. In vista delle amministrative il Partito Democratico, Socialisti e Sinistra Ecologia e Libertà hanno avviato un percorso di confronto, verifica e elaborazione politica preliminare alla definizione delle linee programmatiche sulle quali dispiegare la proposta di governo per le elezioni amministrative del maggio prossimo convergendo con convinzione sulla candidatura di Simone Millozzi. Il confronto tra le forze politiche sta già registrando positivi riscontri sulle principali coordinate valoriali e politiche necessarie alla redazione di un progetto condiviso da presentare ai cittadini.

«Il mandato amministrativo 2009-2014 è iniziato sotto il segno di una crisi economica che è andata pesantemente aggravandosi – dicono Antonio Pasquinucci, Roberto Bongini e Andrea Bruni, per i 3 partiti – A ciò si è aggiunta una pesante contrazione dei margini di autonomia degli enti locali e un quadro di incertezza su famiglie e imprese».

Il bilancio di mandato 2009-14 del sindaco Millozzi rappresenta il punto di riferimento principale. «Si sono portate a compimento importanti opere di rilevanza economica e sociale, sono state avviate nuove progettualità in un quadro di mantenimento degli equilibri di bilancio, di risparmi di spesa, di mantenimento della qualità e quantità dei servizi in particolare in ambito sociale consentendo a Pontedera di affrontare la crisi mantenendo intatte le sue opportunità».

Su questi risultati vanno innestati gli elementi di innovazione connessi ai nuovi bisogni della città e delle frazioni. «Ai mutati scenari economici e sociali assieme ad una valutazione attenta dell’uso dei beni comuni con particolare attenzione alle risorse naturali. Oggi più che mai i Comuni rappresentano quel pezzo della nuova economia sociale di comunità senza il quale è a rischio non solo la tenuta dei servizi, ma la prospettiva stessa di una coesione fondata sull’equità».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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