Il Tirreno

Pontedera

verso le amministrative

Niente primarie di coalizione

Niente primarie di coalizione

Progetto Originario sullo strappo col Pd: voltafaccia del segretario

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VOLTERRA. La parola fine c’è. Non arriva in una comunicazione ufficiale. «Ma anche il silenzio è eloquente», spiegano dal gruppo di Progetto Originario da settimane in odor di alleanza con il Partito democratico per una potenziale coalizione di centrosinistra in vista delle prossime amministrative. Lo strappo appare definitivo tra i due gruppi, dopo l’annuncio dei rispettivi candidati a sindaco (Sonia Guarneri per Po e Paolo Paterni per il Pd) e la volontà di entrambi di fare primarie di coalizione. E invece. «Il Pd ha fatto un indietro tutta: non ci resta che costituire una nostra lista, alternativa a Upv ma anche al Pd», spiegano. «Quando una forza politica dimostra nei fatti di non essere affidabile già dai primissimi passi di un percorso comune, come potremmo sperare che tenga fede a difficili impegni programmatici e di metodo nel corso di 5 anni?».

Le ragioni dello strappo. «La ratifica di una decisione ormai scontata del Pd è stata deliberata giovedì 27. Mentre, il giorno precedente, nella sede di Po si era tenuta la riunione decisiva tra i rappresentanti della potenziale coalizione di centrosinistra per verificare la reale volontà delle varie forze politiche di fare le primarie. Contraddicendo le rassicurazioni ribadite fino a un mese fa, la maggioranza del Pd ha chiuso ogni spiraglio alle consultazioni, mandando alle ortiche l’alleanza con Po». Si va nei dettagli: «Da tempo i dirigenti Pd sapevano che una delle condizioni necessarie per l’intesa erano le primarie: questa condizione sembrava accettata dal Pd, ma arrivati al dunque, i vertici non se la sono sentita di rischiare la consultazione popolare». C’è chi l’ha ammesso: «Ha ammesso un membro dei renziani alla riunione del 26 che la dirigenza Pd non è ancora abituata a mettere in gioco il candidato attraverso primarie vere. La decisione contraddice quanto deliberato dal Pd un mese fa, ma il voltafaccia di Bettini e soci era nell'aria dal 6 febbraio. In quella data si tenne la prima riunione di coalizione: i vertici Pd sostennero per la prima volta che il tema delle primarie non doveva uscire dall’ordine del giorno. Quella sera il solito esponente renziano ricordò che l'assemblea Pd aveva votato il 24 gennaio per le primarie, ma fu corretto dal segretario, che precisò che l’assemblea aveva votato solo per la “possibilità” che ci fossero».

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