Il Tirreno

Pontedera

Vanno abbattute: 500 volpi sono di troppo

di Manolo Morandini
Vanno abbattute: 500 volpi sono di troppo

Piano della Provincia di Pisa per ridurre la presenza del predatore nel territorio e proteggere le specie minori come lepri e fagiani

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Dovranno fare appello alla loro proverbiale furbizia per non finire nel mirino dei cacciatori. La vita si fa difficile. E se ne accorgeranno loro malgrado le volpi che scorrazzano nelle campagne. Da oggi parte il periodo di caccia autorizzato dalla Provincia di Pisa per ridurre la popolazione di questo predatore che ha la sfortuna di essere classificato tra le specie problematiche. Nell’arco di un anno l’obiettivo è di abbatterne 478 esemplari. Il tutto per tutelare la piccola selvaggina di cui vanno ghiotte, come lepri e fagiani.

Non sarà una caccia indiscriminata. I tecnici della Provincia hanno redatto un piano articolato per Zone di ripopolamento e cattura (Zrc) e Zone di rispetto venatorio (Zrv) prevedendo per ciascuna il numero di capi da abbattere entro il 28 febbraio del 2015. Il criterio che ispira il piano di prelievo viene definito a carattere conservativo, ma vale solo per gli esemplari che sfuggiranno il piombo dei fucili.

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Nella determina del servizio Politiche rurali, del 25 febbraio, sono indicate anche le modalità di cattura e i relativi periodi di caccia autorizzati, il tutto con l’avallo dell’Ispra, l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale. I cacciatori potranno avvalersi dell’uso di un cane specializzato per l’appostamento alla tana della volpe o la cerca entro un raggio di cento metri, da febbraio alla fine di luglio. Mentre tra gennaio e il 1º di aprile e da agosto a dicembre sono ammessi gli abbattimenti anche in notturna sia all’aspetto che in cerca, con una tregua tra mezzanotte e le cinque del mattino. E con autorizzazione specifica, da richiedere alla Polizia provinciale, è consentito anche l’uso di trappole.

 

Non va dimenticato che, a suo tempo, una decisione simile suscitò un autentico vespaio a Siena, dove la Provincia, nel 2013, aveva deciso di autorizzare la caccia a questo selvatico, oltretutto nella tana, in pratica autorizzando l’abbattimento dei cuccioli. Alla fine le proteste degli animalisti, che arrivarono ad interrompere un consiglio comunale, sortirono il loro effetto e il provvedimento venne ritirato. Bagarre anche a Prato.

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