Il Tirreno

Pontedera

Luoghi di lavoro e case scatta l’emergenza radon

di Francesca Suggi

Montecatini è uno dei 13 comuni toscani con la più alta concentrazione del gas A segnalarlo è l’Arpat: può essere nocivo alla salute. Il sindaco: vedremo che fare

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MONTECATINI VALDICECINA. Viene catalogato come uno dei 13 comuni toscani a rischio, Montecatini Valdicecina. Un pericolo che si chiama radon, un gas radioattivo di origine naturale che respirato può penetrare nei polmoni, depositarsi e dare origine in alcuni casi ad un processo cancerogeno. A fare l’elenco delle aree da monitorare e su cui attivare ulteriori indagini è l’ Agenzia regionale per la protezione ambientale. Proprio la Regione nel 2006 ha affidato ad Arpat la progettazione e realizzazione di un'indagine finalizzata alla conoscenza della distribuzione della concentrazione di radon negli ambienti di vita e di lavoro.

Al termine dell’indagine svoltasi tra il 2007 e il 2010, adottando criteri concordati con l'Istituto superiore di sanità, la Regione ha effettuato la prima individuazione delle aree ad elevata probabilità di alte concentrazioni di radon, ovvero quei 13 comuni, nei quali sono disponibili almeno 15 abitazioni misurate e dove la percentuale di abitazioni che superano il livello di riferimento della concentrazione di radon media annua di 200 Bq/m3 è superiore al 10%.

In questi Comuni si applicano le disposizioni normative previste che richiedono la misura del radon in tutti i luoghi di lavoro, non solo nei sotterranei, e l’adozione di interventi di riduzione della concentrazione di radon nei casi in cui questa supera il livello di 500 Bq/m3.

Tra quelle 2mila abitazioni e circa 1300 luoghi di lavoro e scuole monitorate, ci sono state anche quelle di Montecatini Valdicecina.

«Nel caso di Montecatini Valdicecina – si legge nel report di Arpat – il comune presenta una forte disomogeneità territoriale». Che farà adesso la Regione? «Altre Regioni nel decennio scorso hanno effettuato campagne di misura e sperimentato azioni di rimedio in numerosi edifici pubblici e privati, ma senza procedere a formalizzare la prima individuazione come abbiamo fatto in Toscana», si legge. «Ciò darà luogo non solo ad una importante attività di prevenzione in materia di salute pubblica, ma anche di responsabilizzazione dei datori di lavoro per la tutela dei propri dipendenti dai rischi connessi all’esposizione al radon».

Dal canto suo, il sindaco Sandro Cerri è a conoscenza della questione radon nel suo comune, ma non ha mai avuto input né allarmi da alcuna istituzione. «Mi sorprende che questa indagine abbia individuato Montecatini come un comune a rischio e né Arpat, né la regione mi ha informato: sarò io a chiamare loro per capire meglio la questione».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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