Sicurezza
Lo scultore autodidatta vola negli Usa
VICOPISANO. «Speriamo che il piccolo pero, nella grande mela, non ci lasci la buccia!». Angelo Perini leva in alto il calice e festeggia con una battuta spiritosa il successo delle sue opere alla...
VICOPISANO. «Speriamo che il piccolo pero, nella grande mela, non ci lasci la buccia!». Angelo Perini leva in alto il calice e festeggia con una battuta spiritosa il successo delle sue opere alla prima Biennale della Creatività di Verona. Due sculture di legno – una testa di cavallo e una riproduzione dell’urlo di Munch – gli sono valse il diritto di presenziare, dal 4 al 6 aprile, all’Artexpo di New York, dove incontrerà artisti e critici di fama mondiale.
Geometra, autodidatta, forse ispirato dal padre falegname o dagli ulivi che ama coltivare, Angelo che vive a San Giovanni alla Vena scopre la sua passione quindici anni fa, all’età di quaranta. Inizia modellando presepi. Poi l’arte gli prende la mano. Le figure si fanno complesse, le idee ambiziose. Il 16 febbraio, la coronazione di un sogno: «Un piccolo shock – confessa – trovarmi lì, in mezzo a tutta quella gente che mi applaudiva, accanto a Katia Ricciarelli e col plauso degli esperti: chi l’avrebbe mai detto?».
La grande scommessa è iniziata nel 2013, quando Angelo partecipa alle selezioni della Biennale sottoponendo otto sculture al vaglio di una giuria specializzata. Due di esse – il cavallo e l'urlo – vengono giudicate idonee. «Mi sono gettato nell’avventura con quel timore “campagnolo” che sempre mi contraddistingue», ammette, senza tuttavia nascondere di aver vissuto «un’esperienza umana straordinaria».
Adesso l’America si avvicina, e fa un po’ paura. «Esporrò le mie opere in mezzo a artisti eccezionali. Non so cosa ne verrà fuori: dovessero presentarsi occasioni, le coglierò al volo». Per ora, non resta che metabolizzare la vittoria. «Quando mi chiamano maestro mi sento in imbarazzo».
Filippo Bernardeschi
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