La manifestazione
In Piaggio un’ora di sciopero della Fiom
Resta la disputa sulla rappresentanza. Un nodo che riaccende la miccia del confronto e delle divisioni all’interno della Rsu in Piaggio. Al punto che i sindacalisti in quota Fiom ieri hanno...
Resta la disputa sulla rappresentanza. Un nodo che riaccende la miccia del confronto e delle divisioni all’interno della Rsu in Piaggio. Al punto che i sindacalisti in quota Fiom ieri hanno proclamato un’ora di sciopero alla fine di ogni turno. A innescare la protesta è stata la convocazione del parlamentino sindacale.
«Ci siamo presentati con i quattordici delegati legittimamente eletti dai lavoratori – dicono i rappresentanti in quota Fiom –. Ma Fim e Uilm per continuare la riunione hanno preteso che i delegati Fiom non riconosciuti dall’azienda, ovvero cinque su quattordici, abbandonassero la sala». E aggiungono: «Una richiesta assurda. Abbiamo abbandonato la riunione, per difendere il diritto dei lavoratori ad avere una Rsu che funzioni e soprattutto che sia espressione del voto dei lavoratori, per non legittimare uan Rsu dove viene escluso chi ha preso più di 40 voti e legittima invece chi ne ha presi meno di 10, e che cambia e annulla il voto di 200 lavoratori che hanno scelto i delegati della Fiom».
A dividere è il criterio di assegnazione dei delegati nel parlamentino. Una disputa che ha poratto a una “doppia” lettura del risultato del voto. Da una parte quello delle urne, dall’altro quello che tiene conto della regola di un terzo di membri da nominare tra i firmatari del contratto nazionale di categoria, ovvero Fim e Uilm. «È stata l’azienda a scegliere quale regolamento applicare, legittimando così una composizione che non rispecchia il voto dei lavoratori, regalando a Fim e Uilm delegati non eletti».(m.m.)
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