Il Tirreno

Pontedera

Il dissuasore per non attraversare

di Andreas Quirici

Il progetto di un ingegnere per mettere in sicurezza le stazioni ferroviarie, a partire da Cascina

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CASCINA. Per ora è poco più di un’idea. È composto da dispositivi e da strumenti già presenti sul mercato delle tecnologie. Ma necessita di un finanziamento per essere adattato alla stazione di Cascina, testato e reso sicuro. Ma se il dissuasore da attraversamento dei binari per umani e animali arriverà all’installazione e alla concreta messa in funzione, probabilmente aiuterà a evitare tragedie come quella accaduta ad Aurora Cei lo scorso gennaio, proprio alla stazione di Cascina.

Servono 120mila euro. Il dispositivo è stato proposto da un assegnista di ricerca post-dottorato dell’area di Human-Robot Interaction del laboratorio Percro della Scuola superiore Sant’Anna di Pisa diretta dal professor Antonio Frisoli. L’ideatore del dissuasore è Claudio Loconsole, 28 anni, ingegnere informatico, cascinese di adozione, che si occupa di tecnologie innovative. «Stiamo cercando di ottenere un finanziamento per sviluppare il progetto», afferma il ricercatore. Servirebbero circa 120mila euro, in modo da pagare il lavoro di due persone che a tempo pieno seguano l’iter, dalla progettazione al test. «Gli algoritmi sono stati già sviluppati all’interno delle altre aree del laboratorio – riprende Loconsole –. Bisogna adattarli alla singola situazione. Nello specifico, la stazione di Cascina è quella dalla quale vorremmo partire, prendendo spunto proprio da ciò che è accaduto alla studentessa dell’Istituto Pesenti».

Segnali vocali e sonori. Ma in cosa consiste il dissuasore da attraversamento dei binari per umani e animali? «Le stazioni come quelle di Cascina sono sempre più abbandonate – dice ancora il ricercatore –. Negli anni, i vari tagli subiti alle spese hanno tolto personale che garantisca il controllo della situazione. Ecco, il nostro dispositivo s’inserirebbe in questo vuoto. Sarebbe collegato a telecamere che riprenderebbero le varie aree dei binari attorno alla stazione a ciclo continuo per 24 ore al giorno, con la funzione di avvisare le persone o gli animali che attraversano i binari mentre passa un treno. Un avviso sonoro o vocale, questo è da decidere. Le telecamere avrebbero anche i sensori a infrarossi per la visione notturna».

Serve l’ok di Rfi. Ma, una volta trovati i finanziamenti, servirebbe un passaggio burocratico non di poco conto. «Dovremmo avere l’autorizzazione di Rfi, Rete ferroviaria italiana, la società proprietaria, appunto, della rete ferroviaria – sottolinea Loconsole –. È l’unico soggetto in grado di fornirci l’autorizzazione. Neppure il sindaco di Cascina potrebbe darci l’ok». Volendo andare per step, o meglio, fare un passo alla volta, intanto la necessità immediata del gruppo di ricercatori è quella di reperire finanziamenti per dare corpo e futuro a questa idea che si propone di evitare tragedie come quella capitata alla giovane studentessa di Cascina. «L’avviso vocale che si sente spesso nelle stazioni ferroviarie, quello che dice “vietato attraversare i binari”, non funziona – conclude Loconsole –. Noi vorremmo andare oltre e proporre una soluzione che potrebbe essere un rimedio efficace per un problema evidente delle nostre stazioni ferroviarie».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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