Attenzione
La giustizia lumaca “estingue” il reato
Le lentezze del Tribunale e ripetuti errori nelle notifiche salvano l’automobilista che taroccava i ticket dei parcheggi
PONTEDERA. Ecco come la lentezza della giustizia, tra una riforma e l’altra della geografia giudiziaria che ha chiuso la sezione distaccata di Pontedera, può annullare un procedimento penale. Due errori nelle notifiche e un tempo piuttosto lungo per arrivare al giudizio di primo grado hanno mandato in prescrizione il reato e cancellato, almeno dal punto di vista penale, una storia che risale al 2006. Nel settembre di otto anni fa la polizia municipale aveva scoperto e denunciato un automobilista che era riuscito a taroccare i ticket del parcheggio a pagamento. I “biglietti” erano quasi uguali a quelli originali tanto che alcune volte avevano tratto in inganno gli stessi operatori addetti al controllo. L'escamotage era costato una denuncia ad un insospettabile impiegato, classe 1970, originario della provincia di Catanzaro, ora domiciliato in città e che lavorava in una struttura sanitaria. L'impiegato aveva l'abitudine di parcheggiare la macchina sotto casa. Lasciava la sua Alfa Romeo in sosta prevalentemente nella zona dell'ufficio postale. I biglietti con le striscie verde chiaro (un po’ più sbiaditi del normale), staccati alle 8,30 con sosta pagata fino alle 19,45, non passarono inosservati. Avevano sempre lo stesso orario e lo stesso importo. Cambiava solo la data. L'impiegato, infatti, prima di andare al lavoro non dimenticava mai di sostituire il biglietto sul cruscotto dell'Alfa.
Una storia andata avanti per un po’ di tempo. Gli ausiliari del traffico, ogni mattina, quando entravano in servizio - cioè alle 7,30 - si ricordavano di andare a fare un controllino ai ticket scoloriti (perché erano stati falsificati). Nemmeno un centesimo andava a finire nelle casse della Siat 2P, la società che gestisce insieme al Comune i parcheggi a pagamento della città.
Alla fine l’automobilista era stato denunciato per aver falsificato i tagliandini e anche per truffa. La Siat 2P aveva chiesto i danni e presentato una querela. La polizia municipale e gli ausiliari del traffico ci avevano perso del tempo per cercare di stanare il “furbetto” della sosta a pagamento.
Ad azzerare tutto c’ha pensato il tribunale. Dal 2006 ad oggi non è stato in grado neppure di arrivare alla sentenza di primo grado, oltre che di far iniziare il processo. La prima udienza è saltata per un errore nelle notifiche ed è stata rinviata di mesi.
La seconda si è conclusa con un niente di fatto per un altro errore commesso dalla cancelleria del tribunale (che nel frattempo ha dovuto fronteggiare l’accorpamento della sezione distaccata di Pontedera) e con gli avvocati che avevano preso atto di nuovi errori nelle notifiche.
Alla terza udienza, due giorni fa in tribunale a Pisa, il reato era “svanito” per intervenuta prescrizione con buona pace di alcuni testimoni, compresi gli stessi agenti della polizia municipale che avevano svolto le indagini, andati in tribunale a vuoto, perdendo buona parte dell’orario di servizio per due tre volte.
Sabrina Chiellini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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