Il Tirreno

Pontedera

Vanno al lavoro e trovano i cancelli della ditta chiusi

di Andreas Quirici
Vanno al lavoro e trovano i cancelli della ditta chiusi

Brutta sorpresa, ieri mattina, per i 22 dipendenti della Sovrana di Fornacette Il titolare, un inglese, ha portato i libri in tribunale: e loro hanno perso il posto

3 MINUTI DI LETTURA





FORNACETTE. Porte chiuse. Da un giorno a un altro. È la difficile situazione che stanno vivendo 19 donne e 3 uomini, dipendenti della Sovrana srl, azienda di proprietà dell'inglese Robert Greenwood. Ieri mattina, i lavoratori si sono presentati come ogni giorno ai cancelli per raggiungere la loro postazione, ma hanno trovato tutto sprangato. Una situazione che ha subito un'accelerazione improvvisa dopo che, lo scorso 17 febbraio, sono stati portati i libri contabili in tribunale per la dichiarazione di fallimento.

Da 007 agli ausili per anziani. Sovrana è un'azienda sostanzialmente commerciale che distribuisce prodotti destinati ad anziani e disabili. In pratica, si tratta di ausili per facilitare gli spostamenti come i veicoli elettrici o i dispositivi per il bagno per chi ha problemi di dembulazione. La sede era situata a Fornacette con 22 dipendenti, in larga maggioranza donne, con un'età media di 40 anni, un'ottima formazione lavorativa e un buonissimo percorso di studi alle spalle, suddivisi in 6 reparti: call center, amministrazione, commerciale, marketing, magazzino e ufficio tecnico. La produzione avveniva tramite l'utilizzo di fornitori, sia italiani che esteri. Proprio per la specificità e la particolarità dei prodotti venduti, Sovrana è una realtà molto conosciuta nel settore. È stata fondata nel 2008 da Greenwood, nipote di Bill Steadman, autore degli allestimenti per James Bond della mitica Aston Martin nel film "007 Thurderball", con Sean Connery.

Le avvisaglie della crisi. L'azienda è stata collocata a Fornacette, dopo un passaggio al Polo tecnologico di Navacchio, perché il suo fondatore era un grande amante della Toscana. Ha cominciato l'attività nel 2009 conquistando buone fette di mercato. Poi alcuni problemi con i fornitori avrebbero reso difficile la situazione.

«Da tempo ci dicevamo che stavamo attraversando un periodo difficile, ma che la proprietà era al lavoro per trovare una soluzione», dicono alcune dipendenti davanti ai cancelli chiusi. Una settimana prima del passaggio in tribunale, i lavoratori sono stati informati dell'intenzione di dichiarare fallimento, ma hanno continuato a recarsi a lavoro normalmente dalle 9 alle 18. Lunedì, poi, la svolta: «Siamo stati invitati a uscire alle 16,30 - raccontano - In un primo momento ci è sembrato strano. Ma abbiamo seguito le indicazioni. Il giorno dopo, invece, abbiamo trovato la brutta sorpresa dell'azienda chiusa. Ora non sappiamo cosa ci succederà».

«Che ne sarà di noi?». A onor del vero, i dipendenti non vantano crediti nei confronti di Sovrana. Gli stipendi, fino a questo momento, sono stati pagati. Manca quello del mese di febbraio che dovrebbe essere riscosso il 10 marzo. Casomai, ora, la partita si gioca in tribunale per le liquidazioni. «A quanto sappiamo - spiegano ancora le lavoratrici - i libri contabili sono stati portati in tribunale, è stato nominato un giudice che, però, adesso è assente. Quando tornerà regolarmente a lavoro dovrà nominare un curatore fallimentare, ma al momento sembra che il fallimento non sia neppure stato accettato ufficialmente dal tribunale. Siamo nella situazione di non sapere cosa fare o cosa aspettarci. Ci siamo rivolti al sindacato e adesso attendiamo di conoscere qualcosa di più sulla nostra sorte. La nostra speranza è che l'azienda possa essere rilevata da qualche imprenditore, contando sulla nostra rete commerciale».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web