Il Tirreno

Pontedera

Va a ritirare un pacco che... non c’è

Va a ritirare un pacco che... non c’è

L’odissea di un cittadino con il servizio postale finisce con una denuncia

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PONTEDERA. Trova, nella cassetta della posta, un avviso di giacenza, che lo invita ad andare all’ufficio centrale a ritirare una stampa voluminosa. Ma, quando va a “bussare” dagli impiegati, nessuno sa dargli una risposta. Anzi, prende il via una vera e propria odissea che porta un cittadino di Pontedera, Fabio Bachini, di professione ingegnere, a denunciare alle autorità il comportamento degli addetti alle Poste di Pontedera e, di conseguenza, la sparizione di quanto avrebbe dovuto essergli consegnato.

«Tutto comincia un giovedì – racconta l’ingegner Bachini – trovo l’avviso di giacenza nella cassetta. Il giorno dopo vado all’Ufficio postale di via Pellico e chiedo di avere quando mi era stato spedito. Ma l’impiegata mi dice che quel pacco non è stato ancora riportato dal portalettere e che, lasciandogli il mio recapito telefonico, mi avrebbero avvisato».

Ma la chiamata non arriva. E il martedì successivo Bachini ritorna all’ufficio postale. «Un’altra impiegata, più anziana– prosegue l’ingegnere – mi fa notare che nell’avviso di giacenza non c’era data. E che quindi poteva riferirsi a chissà quale data. Risentito, sottolineo che quella è unamancanza del portalettere. Al ché comincia una indagine interna, alla ricerca di chi aveva messo nella mia cassetta quell’avviso».

Passa, invano, un altro giorno. Il cittadino ritorna alla carica. E stavolta parla con il responsabile del servizio.

«Che mi ha ascoltato e si è impegnato a individuare il postino – racconta Bachini – mentre, però, il pacco, risultava ancora introvabile».

Passano altri giorni. Lunedì scorso il cittadino è ritornato per l’ultima volta all’ufficio postale. Dove si è sentito rispondere che non era stato trovato il pacco; non era stato individuato il portalettere, che quelli interpellati avevano negato la compilazione dell’avviso di giacenza. «E alla fine mi è stato detto che avrei potuto evitare di tornare all’ufficio postale – conclude il destinatario del pacco – perché quello che avrebbero dovuto consegnarmi poteva essere dichiarato perduto. Al massimo avrei potuto telefonare per avere ulteriori notizie. Alla fine mi sono stufato ed ho deciso di fare una denuncia alle autorità giudiziarie, raccontando tutta questa vicenda».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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