Sicurezza
Il padre di Aurora ricevuto dal prefetto
Prima della riunione convocata a distanza di circa un mese dalla morte della studentessa di Cascina uccisa dal treno mentre attraversava i binari. Chiesto anche l'intervento dell'Agenzia Nazionale per la Sicurezza delle Ferrovie
La tragedia di Aurora Cei, la ragazza di 16 anni travolta il dal treno nella stazione di Cascina il 21 gennaio, all’uscita dalla scuola, è arriva sul tavolo del Prefetto di Pisa per una riflessione comune sui rischi e sulle misure di prevenzione attuabili per tutelare la vita e la sicurezza delle persone lungo i binari.
All’incontro erano presenti rappresentanti delle forze dell’ordine, il sindaco di Cascina, rappresentanti della scuola frequentata dalla studentessa morta nell’incidente, l’istituto Pesenti di Cascina.
Per la trattazione della delicata questione il prefetto ha chiesto anche la presenza del Compartimento Polizia Ferroviaria di Firenze e in particolare dell'Agenzia Nazionale per la Sicurezza delle Ferrovie (ANSF), l'organismo indipendente istituito in Italia nel 2007 per regolamentare la sicurezza della circolazione ferroviaria sulla rete nazionale, vigilare sull'applicazione delle norme, rilasciare autorizzazioni, certificazioni ed omologazioni alle imprese e ai gestori delle infrastrutture ferroviarie operanti in Italia. Prefetto e rappresentanti di vari istituzioni hanno incontrato il padre della giovane vittima, rassicurandolo sul fatto che le Ferrovie, a differenza di quanto avvenuto in alcune circostanze nel passato, non chiederanno alla famiglia alcun risarcimento per l’interruzione del servizio che, purtroppo, si è verificata dopo la tragedia.
Tutti i hanno condiviso l'esigenza, richiesta dal prefetto Tagliente, di muoversi su un duplice versante puntando sulla prevenzione e su campagne di sensibilizzazione.
E’ stato deciso aa un lato, portare aventi iniziative per stimolare negli studenti una riflessione produttiva, che li aiuti ad acquisire una maggiore consapevolezza delle conseguenze individuali e collettive che possono derivare dall'improprio utilizzo delle strutture ferroviarie, da atti vandalici e, più in generale, da comportamenti non rispettosi delle norme.
Dall'altro lato, verificare la puntuale attuazione delle misure di prevenzione e protezione pianificate dalle ferrovie per la riduzione di situazioni critiche che possano mettere in pericolo la vita umana anche sulla base dei ritorni di esperienza che possano essere sviluppati in altri contesti ferroviari europei.
In questo senso Rete Ferroviaria Italiana si impegnerà ad attivare i propri canali con l'U.I.C. (Union Internationale des Chemins de Fer).
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