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«I sedicenti renziani in rotta con il Pd locale? Sono solo uno sparuto gruppetto»
VICOPISANO. «I sedicenti renziani in rotta con il Pd locale? Non sono altro che uno sparuto gruppetto guidato da Giovanni Niccolai». A far chiarezza ci prova il segretario comunale del Pd Luca...
VICOPISANO. «I sedicenti renziani in rotta con il Pd locale? Non sono altro che uno sparuto gruppetto guidato da Giovanni Niccolai». A far chiarezza ci prova il segretario comunale del Pd Luca Bertini, che difende in toto il percorso fatto dal partito in vista delle elezioni e respinge le accuse di non aver saputo ascoltare le istanze di rinnovamento. E sulla rottura aggiunge: «Non resta che prendere atto della loro volontà di presentarsi alle comunali con una lista civica alternativa, e solo ci dispiace averlo saputo dai giornali». Sancita la spaccatura all’interno del Pd vicarese, adesso manca la conta. Ma Bertini si dice certo che la diaspora riguarderà soltanto un esiguo numero iscritti ai circoli di San Giovanni alla Vena - fino a prova contraria ancora guidato da Niccolai - e di Vicopisano. Tra questi anche Claudio Ferrucci e Roberto Susini, che con Niccolai hanno firmato il documento di presa delle distanze dal Partito Democratico. «Queste persone - spiega Bertini - avevano avanzato alcune proposte all’assemblea comunale del partito, che le ha ampiamente discusse e poi rigettate. Il voto finale è stato unanime, perché chi aveva presentato il documento ha abbandonato la riunione prima del voto, forse perché già certo di voler lasciare il Pd». Bertini ci tiene anche a sottolineare che la rottura non riguarda tutta la componente renziana del partito: «Io sono il rappresentante locale del Pd, il mio segretario è Matteo Renzi e sono renziano. E come me tanti altri, che hanno condiviso il percorso fin qui fatto in vista delle elezioni. E’ semmai curioso che chi decide di uscire dal partito continui a professarsi renziano». Dalla parte di Bertini starebbero anche gli organi provinciali del partito, che a suo tempo hanno avallato la scelta di non svolgere primarie ricandidando, direttamente per il secondo mandato, il sindaco uscente Juri Taglioli. Piuttosto perplesso anche l’assessore Matteo Ferrucci, renziano della prima ora e adesso in pieno disaccordo con il percorso intrapreso da Giovanni Niccolai. «Passato l’8 dicembre - sostiene Ferrucci -, giorno dell’elezione di Matteo Renzi a segretario del Pd, i circoli renziani non esistono più. E chi prende le distanze dal partito è libero di farlo, ma quanto meno mi aspetterei un chiarimento intero».
Guido Bini
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