Proteste
Nuovo impianto, domani si decide
Geofor: la parola ai soci. Ma il presidente avverte: «Se non si fa dovremo portare i rifiuti altrove»
PONTEDERA. Sarà un'assemblea difficile quella in programma domani tra i soci di Geofor. In pratica la maggior parte dei Comuni della provincia di Pisa dovranno decidere se realizzare l'impianto di trattamento dei rifiuti organici, di cui si discute dal 2010 oppure no. Il dubbio è legato all'avvicinarsi del gestore unico, la cui procedura è ripresa da poche settimane e che dovrebbe nascere tra un paio d'anni. Meglio farlo adesso con Geofor destinata a essere comunque inglobata nel famoso gestore unico o rimandare l'operazione a quando sarà stato deciso chi gestirà il servizio di gestione dei rifiuti a livello regionale?
Garanzie bancarie. Il quesito comprende le garanzie bancarie. In molti hanno dubbi su cosa sia più utile, considerando che l'investimento non è di poco conto: 17 milioni di euro, di cui una parte messa a disposizione dalla Regione, un'altra ricavata da accantonamenti di Geofor e il restante da ottenere tramite l'accensione di un mutuo decennale. Un problema non da poco in tempi di crisi. Ma da osservare anche in prospettiva, secondo il presidente di Geofor, Paolo Marconcini: «L'impianto di trattamento dell'organico è un tema ampiamente dibattuto, specie a Pontedera. Ed è inutile negare che siamo in ritardo. Se partissimo adesso avremmo poi 18 mesi di lavori per una struttura modulabile da 44mila tonnellate, con la possibilità di raddoppiarla in seguito, visto l'aumento della raccolta differenziata nel nostro territorio. Se, invece, verrà tutto rimandato, credo che il progetto dovrà essere rivisto, proprio per il fatto che l'organico viene sempre più selezionato dalle famiglie. I tempi si dilaterebbero ancora».
Impianto subito pubblico. Se l'assemblea di Geofor deciderà la realizzazione dell'impianto o meno, sarà subito di proprietà pubblica. Anche in questo caso si è trattato di una lunga discussione, in cui è stata coinvolta anche l'avvocatura della Regione Toscana. Da una parte c'era la possibilità di sfruttare il diritto di superficie da parte di Geofor, la quale avrebbe assunto la proprietà dell'impianto per farlo confluire nel gestore unico. Dall'altra c'era la soluzione di iscrivere l'impianto di trattamento dell'organico nei beni di proprietà di Geofor patrimonio, i cui soci sono i Comuni. Le stesse amministrazioni comunali hanno deciso di percorrere questa seconda strada. E l'avvocatura della Regione non ha mosso alcuna obiezione. Ora i sindaci dovranno decidere se iniziare subito oppure no. Se il voto sarà positivo, si procederà all'analisi delle documentazioni alla conferenza dei servizi alla Provincia di Pisa, con una procedura abbreviata, visto che si tratta dell'adeguamento di un impianto già esistente. Con la gara già assegnata e con la seconda azienda classificata (quella tedesca, perché gli spagnoli che l'hanno vinta nel frattempo sono falliti) già pronta a mettersi all'opera. Se l'esito dell'assemblea sarà negativo, invece, «credo che dovremo chiudere l'impianto, perché non è più produttivo - spiega Marconcini - e portare il nostro organico in aziende specializzate».
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