Il dolore
Le sbarre restano su, servono i carabinieri
Succede quasi ogni giorno al treno sulla tratta Cecina-Saline: ritardi, problemi e rabbia per i pendolari
VOLTERRA. Le sbarre del passaggio a livello che restano su. Le macchine che vogliono passare. Il treno che si ferma per ragioni di sicurezza. La chiamata ai tecnici Rfi per precipitarsi in loco e sbloccare il sistema, ma nella maggior parte dei casi la telefonata arriva ai carabinieri che arrivano, fermano il traffico e il treno riparte. Ovvero storie di “quasi ordinaria” follia. Anacronismo. Disservizio. Storie che generano rabbia, disagi e senso di impotenza in decine e decine di pendolari che si spostano sulla ripristinata (e festeggiata in pompa magna quando venne re-inaugurata) linea ferroviaria Cecina-Saline.
Succede pure ieri e l’altro ieri. «Una volta abbiamo accumulato 25 minuti e la volta dopo 27 minuti di ritardo: a volte arrivano i carabinieri a fermare il traffico delle auto, in altri casi sono gli addetti di Rfi a sbloccare il sistema che non ha funzionato. Morale della favola siamo arrivati a Cecina a un’ora improponibile con gravi disagi per noi lavoratori e per i tanti studenti obbligati per l’ennesima volta a entrare alla seconda ora». Rita Ficarelli è quotidiana testimone oculare e traina il comitato pendolari Valdicecina che si fa portavoce di questa odissea quasi giornaliera.
Sono i passaggi a livello di Casino di Terra e quello della Steccaia ad essere protagonisti di un disservizio quasi grottesco nel 2014, se non fosse pure pericoloso per ragioni di sicurezza. «Senza contare che tanti rallentamenti che i macchinisti effettuano sono dovuti a problemi alla segnaletica, quindi gli addetti si fermano e chiamano in centrale», continua.
Ritardi cronici, quindi. Prima dal ripristino del treno, a detta di chi lo utilizza, la situazione con i bus sostitutivi era migliore. Un grido di aiuto, che accomuna tanti dei 50 studenti pendolari, lo lancia Leonardo Montagnani sul web. «Io non ce la faccio più a dover perdere le ore di scuola per cause vergognose».
I ragazzi sono esasperati. I motivi dei ritardi sono tanti. «È bene che si sappia che ci sono tratti su questa linea tra Saline e Ponteginori, dove Rfi ha imposto forse per ragioni di sicurezza, rallentamenti a 40 chilometri orari: ma è fuori logica».
I problemi legati al treno hanno ripercussioni su tutta l’Alta Valdicecina. «Quello che abbiamo chiesto alla Regione e a Rfi anche in via ufficiale, è di rimettere a posto la tratta ferroviaria per bene per poi ripristinare il servizio, un servizio che funzioni però. E che nel frattempo siano ripristinati i bus come accadeva in passato», sottolinea Ficarelli.
Il treno che arriva a Saline, poi, fa coincidenza con i bus che portano i pendolari a Volterra e Castelnuovo. I ritardi della via ferrata, quindi, si ripercuotono sul trasporto pubblico. «I passeggeri non pendolari devono sopportare questa situazione e non è giusto», mette in evidenza l’autista Ctt Mitia Santini. «Questo non è fare gli interessi dei cittadini, ma contribuire a creare problemi alle persone».
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