Il Tirreno

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L’ECONOMIA DEL TERRITORIO

di Giacomo Pelfer
L’ECONOMIA DEL TERRITORIO

SANTA CROCE SULL’ARNO. Più semplificazione nelle procedure, con una modulistica uguale per tutti, una conferenza dei servizi unificata e soprattutto una tassazione più equa e più uniforme, senza più...

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SANTA CROCE SULL’ARNO. Più semplificazione nelle procedure, con una modulistica uguale per tutti, una conferenza dei servizi unificata e soprattutto una tassazione più equa e più uniforme, senza più disparità tra un Comune e l’altro.

Sono queste le innovazioni che le aziende artigiane del comprensorio si attendono dall’Unione dei Comuni: la richiesta è quella di un aiuto concreto, almeno a livello locale, per ridurre i tanti ostacoli che accompagnano la strada di chi fa impresa.

Un messaggio chiaro e decisamente concreto, lanciato lunedì pomeriggio dalla Cna del Cuoio nell’incontro organizzato a Santa Croce con i sindaci del Valdarno.

«Un’occasione per far conoscere ai nostri imprenditori il progetto dell’Unione dei Comuni - ha detto il presidente della Cna del Cuoio Roberto Marzini – perché dalle istituzioni ci aspettiamo una terapia d’urto».

Oltre 2200 le imprese artigiane del Valdarno, quasi un quinto del totale provinciale: 10585 quelle censite alla fine del 2013, ridotte però di 288 unità rispetto al 2012.

«Un trend negativo ma che descrive solo in parte la difficoltà del momento – ha ricordato Marzini – in virtù del forte incremento di partite Iva dovuto alla perdita dei posti di lavoro. Nella nostra zona, il sistema moda registra comunque un andamento positivo, ma solo grazie al comparto concia-pelletteria. Pesantemente ridimensionati, invece, le costruzioni e gli altri comparti manifatturieri: in generale, tutte le imprese che operano per il mercato interno sono le più penalizzate».

Forte campanello d’allarme per i terzisti della calzatura, i tomaifici in particolare, «con la scomparsa delle imprese gestite da imprenditori locali – ha detto Marzini - a vantaggio di neo aziende con personale di origine asiatica». Da qui le richieste ai Comuni: utilizzare lo strumento dell’Unione per ridurre la burocrazia, dotarsi di un regolamento edilizio unico e di una modulistica uguale per tutti. Obiettivi per i quali, secondo Cna, servirà anche un allargamento dell’Unione al Comune di Fucecchio.

I quattro sindaci hanno raccolto la sfida: «L’Unione – ha detto Osvaldo Ciaponi – servirà innanzitutto per dare maggiore uniformità a norme e regolamenti, permettendo alla nostra zona di presentarsi in modo univoco: gli effetti per le imprese saranno concreti, non solo in termini di semplificazione, ma anche per il peso che questo territorio potrà avere».

I sindaci hanno anche auspicato, per il futuro, una revisione dei limiti di spesa legati al patto di stabilità, nonché delle modalità di affidamento delle commesse.

«Perché le statistiche – ha sottolineato Vittorio Gabbanini – ci dicono che per ogni euro investito dagli enti locali nelle aziende di zona, in realtà se ne generano tre sul territorio».

Il presidente della Cna di Pisa Andrea Zavanella ha riconosciuto «la vicinanza, in questa zona, fra enti locali e imprese», lanciando anche l’auspicio, però, affinché le «Unioni non diventino solo un livello istituzionale in più. Le imprese si attendono piuttosto un’uniformità della tassazione locale, tempi di pagamento più rapidi, nuove procedure di aggiudicazione degli appalti e una riforma del pubblico impiego».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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