La manifestazione
«Incentiviamo chi ristruttura l’esistente»
Dalle opposizioni arrivano le critiche, il consiglio sospeso dopo che il Pd presenta alcuni emendamenti
PONTEDERA. È stata una discussione lunga, quella sul piano urbanistico presentato ieri in consiglio comunale. E non priva di sorprese. Prima, proprio durante l’esposizione del sindaco, l’arrabbiatura, ad alta voce, di uno dei proprietari che si è visto ridimensionare in maniera drastica, la volumetria del progetto presentato per l’autorizzazione. È l’imprenditore Gianni Pesce, proprietario di Villa Toscanelli che ha commentato la “bocciatura” della sua lottizzazione e ha abbandonato la sala, imprecando contro gli amministratori. Poi una sospensione tecnica, dovuta al fatto che il Pd, attraverso il suo capogruppo Otello Cini, ha presentato una siere di emendamenti formali, sulle norme tecniche d’attuazione.
Lo stop alla discussione è servita per dare modo alle opposizioni di informarsi sui contenuti delle richieste. Poi, la discussione. Che ha ruotato molto, soprattutto intorno ad alcune “pecche” che il piano si porta dal passato.
Alessandro Puccinelli, della Lista civica Indipendente, ha puntato il dito contro le due megalottizzazioni che ha sempre contrastato: quella di Campi d’Era e l’altra, denominata Green Park. «È vero che esistono strumenti che evitano gli allagamenti. Ma devono anche funzionare....», ha detto riferendosi al sistema di idrovore che sono previste nella mega lottizzazione di Campi d’Era. E poi, ancora - riferendosi al consumo del suolo -ha spiegato che, da un suo calcolo «un alloggio ogni cinque è sfitto, saranno più di un migliaio, valorizziamo questo patrimonio. È una sfida culturale». Su questa stessa linea si esprime anche Federica Barabotti, di Forza Italia. «Premetto che, pur con gli errori fatti in passato, in fase di commissione, è stato fatto un buon lavoro– ha detto – Ma occorre non dare più spazio al nuovo, non va consumato più suolo. Cerchiamo di dare degli incentivi a chi ristruttura le cose già esistenti».
Più duro Matteo Bagnoli (Fratelli d’Italia) che sostiene come «questo piano mette a rischio la città, sul piano idrogeologico».
Alla fine, dopo gli interventi di Cocilova, ZIto, pandolfi e Amidei, il piano è stato approvato a maggioranza, con 13 voti a favore, due contrari e cinque consiglieri che si sono astenuti.
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