Attenzione
«Dalla politica vogliamo meno burocrazia»
Le voci di chi ha dovuto trasformare l’attività o rivedere i canali di vendita: chiediamo meno tasse
SANTA CROCE SULL’ARNO. C’è chi ha dovuto trasformare l’attività, chi specializzarsi in un ramo oppure rivedere i propri canali di vendita. Ma tutti quanti, senza distinzioni, chiedono per il futuro meno burocrazia, meno tasse e più risposte certe. È ciò che raccontano le voci di chi comunque ce la sta facendo, delle imprese top del Valdarno che ogni giorno fanno i conti con la crisi senza paura di mettersi in gioco. Tra loro, nell’elenco delle 10 aziende vincitrici del premio della Cna c’è anche la Tecnofrigo Tuscany, nella zona industriale di Fontanelle a Capanne: 14 addetti, con una storia iniziata nel ’76 ma «erede di una precedente azienda di famiglia nata nel ’29», racconta Aldo Rosini. Azienda specializzata in impianti di condizionamento, deumidificazione e essiccazione, che guarda al futuro con una realtà solida alle spalle ma con la speranza che cambi finalmente qualcosa: «Quello che chiediamo alla politica – sintetizza Rosini – è prima di tutto una riduzione delle tassazione e l’eliminazione della burocrazia, ma anche un aiuto dai Comuni per poter attingere ai fondi europei». Nella stessa area industriale ha sede dal 2007 anche la cioccolateria Menichetti, nata a Ponte a Egola nel 2003. «Inizialmente – ricorda il titolare Riccardo Menichetti – vendevamo solo per pasticcerie e boutique, poi ci siamo allargati alla grande distribuzione mantenendo fermo, però, il principio della qualità. La nuova sfida sarà di vendere all’estero». Per chi lavora col mercato interno, invece, la difficoltà si è fatta sentire di più. È il caso della MS Group di San Miniato, 19 dipendenti, che vende e noleggia carrelli elevatori e piattaforme: «La crisi si è fatta sentire molto sulla vendita – spiega Elisa Scardigli – ma ci difendiamo con i noleggi e con i corsi di formazione per gli operatori. Certo per andare avanti ci vuole tanto ottimismo. Cosa ci aspettiamo dagli enti locali? Tempi più certi nella risposte. Noi, ad esempio, stiamo ultimando i lavori per dotarci di nuovi spazi, ma prima di avere tutti i permessi sono passati 6 anni». Per Maico Carlesi di Castelfranco, invece, la crisi ha significato stravolgere l’attività: «L’impresa era nata come lavorazione artistica in ferro battuto– spiega – letti, tavoli, lampadari… Settore che ha subito un calo molto forte. Così ci siamo buttati sulla carpenteria. E oggi, grazie a internet, abbiamo clienti in tutta Italia. Spesso lavoriamo anche per i Comuni: servirebbero tempi di pagamento più rapidi». (g.p.)
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