Il Tirreno

Pontedera

Negozi, è un’emorragia altre 5 serrande abbassate

di Andreas Quirici
Negozi, è un’emorragia altre 5 serrande abbassate

Hanno chiuso il Barrito in piazza Cavour e “Vip” in piazza Martiri della Libertà A dicembre addio a Sisley. La moria di attività sembra inarrestabile

3 MINUTI DI LETTURA





PONTEDERA. I segnali sembrano davvero preoccupanti. La moria di negozi è ormai ufficiale. Sisley che chiuderà alla fine del prossimo mese di dicembre è solo l'ennesimo caso di attività commerciale che abbandona Pontedera. Una situazione che la Camera di commercio pisana aveva fotografato in maniera inequivocabile: al settembre 2013 in Valdera si era registrato un -4,5% nel saldo tra aperture e chiusure di negozi.

I numeri. Il Valdarno inferiore è quello che perde di più in percentuale rispetto agli altri territori: il 5,1% con un saldo negativo di 60 unità contro le 114 della Valdera, pari a un -4,5%, i 176 negozi in meno dell'area pisana che si traducono in un -4,4% e il -3,6% della Valdicecina con 24 attività commerciali in meno.

Negozio storico. Inutile girarci intorno. La chiusura della Sisley è l'ennesimo cazzotto in un occhio di un centro che si svuota neppure poi così lentamente. Un'altra saracinesca abbassata in pieno corso Matteotti non può lasciare indifferenti. La decisione arriva direttamente dai vertici del gruppo Benetton che stanno chiudendo oltre 50 punti vendita in tutta Italia. «Piange il cuore – dicono i dipendenti – perché abbiamo fatto di tutto per rispettare i budget che ci venivano imposti, superandoli sempre e ricevendo anche i complimenti dell'azienda. Ma non è servito a niente». Benetton sta contrattando in questi giorni a Roma con i sindacati una vertenza che impone la presenza di punti vendita, di fatto, solo nelle città capoluogo di regione, al massimo di provincia.

L'ennesimo allarme. Davanti alle ripetute chiusure di negozi nel centro di Pontedera e alle frequenti aperture di grandi catene si è cominciato a denunciare un netto abbassamento della qualità dei prodotti proposti. Ma se anche i grandi marchi come Sisley fuggono da Pontedera, significa che la città rischia sul serio di perdere definitivamente il titolo di centro per il commercio che si era guadagnato negli anni. C'è chi dice che quella definizione ormai è morta e sepolta, ma resta comunque il fatto che di serrande abbassate nel cuore di Pontedera ce ne sono sempre di più. “La Scaletta”, sempre sul corso, il negozio Vip sul Piazzone, il Barrito in piazza Cavour. Vicino al centro, poi, c'è stata la chiusura della pizzeria Capri in via Primo Maggio. Insomma, una morìa di attività commerciali che sembra inarrestabile.

Trovare soluzioni. Il quadro che emerge è evidentemente negativo. E nessuno si sarebbe immaginato il contrario. Semmai, la domanda che in molti si pongono è legata ai provvedimenti che gli enti pubblici, i Comuni in primo luogo, hanno intenzione di adottare per arrestare l'emorragia di negozi. Specie in una città come Pontedera che, come già sottolineato, era uno dei centri più importanti e qualificati per lo shopping. Se, però, l'esempio è quello dei gazebo per i bar che devono essere tolti obbligatoriamente dagli esercenti per alcuni mesi all'anno, con perdite di fatturato che vanno dal 30 al 50%, probabilmente alcune strategie per il tanto decantato rilancio del commercio pontederese dovranno essere riviste.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Finanza

Pisa, sequestrati oltre 118mila prodotti falsi: dalle carte da gioco alle griffe della moda - Valore 650mila euro

di Redazione Pisa