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Oltre 2 milioni per rimediare alle frane

Oltre 2 milioni per rimediare alle frane

San Miniato: i primi cantieri previsti da giugno in via Maioli e a Stibbio si concluderanno entro la fine dell’anno

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SAN MINIATO. Ci sono i soldi, due milioni e 450mila euro, e il cronoprogramma degli interventi per curare il territorio. San Miniato si appresta a cancellare le ferite lasciate da smottamenti e frane, a cominciare da quelle che interessano via Maioli e Stibbio. Il tutto a fronte di un quadro che resta fragile: solo nel 2013 si sono verificate circa novanta frane sia nei territori aperti che nei centri abitati, con problemi alla viabilità e alla sicurezza delle abitazioni. In particolare, per le precipitazioni di marzo dello scorso anno e i relativi dissesti la Regione ha dichiarato lo stato di emergenza regionale.

«Alcune di queste frane sono state messe in sicurezza tramite interventi in somma urgenza con risorse comunali, come al Cencione e in via Ferrucci – spiega il sindaco Vittorio Gabbanini –. Le altre, via Maioli e Stibbio, per le quali era necessario provvedere con risorse più ingenti, sono state proposte per il documento annuale di difesa del suolo e abbiamo ottenuto un finanziamento di circa 900mila euro, 500mila euro per la frana in via Maioli e 400mila euro per quella di Stibbio». Che aggiunge: «Ammontano però a 2 milioni e 450 mila euro i finanziamenti programmati: 1 milione e 250 mila euro per via Maioli 2º Lotto e 300 mila euro per la frana in località Canneto».

I primi lavori in calendario sono quelli di via Maioli, a ridosso del centro storico, e a Stibbio che saranno affidati a giugno per essere completati entro l’anno con i collaudi.

«Questi interventi nel centro storico saranno anche l’occasione per ridare vita a tratti del vicolo carbonaio nella valle di Gargozzi – dice Gabbanini – e al tempo stesso riqualificare sotto il profilo paesaggistico il versante sud di San Miniato.

Qui via Maioli. In via Maioli la frana ha interessato una porzione di territorio nel centro storico di San Miniato, nella parte orientale. Gli effetti visivi del movimento franoso sono costituiti da depressioni del terreno, con crepe vistose, rotazioni dei muri di contenimento in laterizio, accentuate contropendenze e crolli progressivi di parte dei muri.

L’intervento prevede la realizzazione di opere di sostegno su pali di fondazione. In via preliminare si prevede la realizzazione di un muro in cemento armato su micropali e tiranti, da realizzare al piede del ciglio di frana. I muri in cemento armato saranno successivamente rivestiti con muratura a faccia vista. La lunghezza del tratto interessato dall’intervento è di circa 45 metri. Completeranno l’opera la regimazione e il drenaggio delle acque, con canalette superficiali e sub-superficiali.

Qui Stibbio. A Stibbio, invece, il movimento è stato molto repentino ed ha interessato la parte meridionale della frazione, a pochi metri dalle abitazioni. Con il materiale franato che si è spinto fino alla sottostante strada pubblica. L’intervento ha come scopo la messa in sicurezza di questa porzione di territorio e degli edifici che si trovano vicini all’area di frana.

Il progetto realizzerà un sistema di drenaggio delle acque superficiali e delle acque di scarico, in modo da ridurre al minimo l’azione erosiva e destabilizzante delle stesse lungo il versante. Saranno realizzate opere di sostegno su pali di fondazione nella parte alta del versante a protezione degli edifici. Lungo tutto il versante, in via preliminare, si prevede la realizzazione di opere di ingegneria naturalistica con fondazioni speciali di micropali, riduzione mediante movimenti terra e gradonature della pendenza e opere di drenaggio con canalette.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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