Sicurezza
I renziani pronti alla lista civica
L’Unione comunale del Pd ha deciso a maggioranza di candidare Taglioli senza primarie, ora c’è la scissione
VICOPISANO. Ora è ufficiale. I renziani, che non sono riusciti ad ottenere dal loro partito le primarie per la scelta del candidato a sindaco, sono pronti a lasciare il Pd e a mettere in campo una lista civica alle prossime amministrative. La decisione era nell’aria da tempo. Dopo alcuni passaggi sia all’interno dell’Unione comunale, dove i renziani avevano presentato e chiesto di discutere un documento, e successivamente con il segretario provinciale del Pd il gruppo dei dissidenti è uscito allo scoperto. E lo ha fatto con un documento, che ha raccolto diverse adesioni, e che è stato reso pubblico da Giovanni Niccolai, Claudio Ferrucci e Roberto Susini. Cosa ha portato alla rottura? I renziani, forti del fatto che Matteo Renzi a Vicopisano, alle primarie per la scelta del segretario nazionale, ha ottenuto l'85% dei consensi, si aspettavano una maggiore considerazione da parte della “vecchia guardia” più vicina a Gianni Cuperlo. «Un paese civile e democratico deve dar voce a tutti e la classe politica che lo guida deve essere rappresentativa di ogni idea che in esso è contenuta», dicono. «Questa riflessione è ciò che ha spinto un gruppo molto ampio di cittadini ad incontrarsi nei circoli, nelle piazze, nelle abitazioni private per dar vita ad un progetto che non fosse denigratorio di ciò che è esistente, ma che fosse l'occasione concreta di uno scambio, la condivisione di pensieri». Si chiede un cambiamento di passo: «Perché quando esci e parli con le persone e tutte si lamentano, occorre capirne i motivi ed attivarsi fin da subito per risolverli», aggiungono. «La scelta di rompere certi schemi, di andare contro un sistema politico spesso chiuso da regole troppo vincolanti e per niente rassicuranti e la necessità di uscire da meccanismi poco chiari diventa causa di un'inevitabile, se pur sofferta, presa di decisione». Meglio lasciare, dunque.
«Questo è ciò che è successo a molti di noi, membri e simpatizzanti del Partito Democratico vicarese che non è stato in grado di ascoltare quelle istanze il cui scopo era quello dell'unità stessa del partito andando invece ad indirizzarsi verso alleanze di facciata con tanti piccoli partitini (il riferimento sarebbe per Sel, ndr), eredi della vecchia politica».
Giovani e anziani, donne e uomini che per anni si sono sentiti rappresentati e tutelati da un partito, hanno perso fiducia, secondo il gruppo di renziani che esce dal Pd, e si sono sentiti abbandonati, «giovani lasciati fuori da ogni presa di decisione che li riguardasse, ma quel che è peggio intere aree lasciate abbandonate a se stesse». I probabili “fuoriusciti” rimproverano al Pd di non essere poi così tanto democratico. «Lo dimostra la scarsa attenzione al documento presentato ai rappresentanti locali del Partito Democratico vicarese, che hanno fin da subito relegato questa nostra aspirazione unitaria in vista delle prossime amministrative ad una mera discussione all'interno di gruppi ristretti formati da un manipolo di persone». La proposta dei renziani era quella di integrare la squadra «che si fosse presentata al voto con forze nuove e che fosse anche portavoce dei bisogni delle differenti frazioni dislocate su tutto il territorio comunale. L'atteggiamento di chiusura, unito alle risposte poco consone da parte dei destinatari del nostro documento a chi si faceva carico di un pensiero largamente condiviso, ci hanno spinto a rivolgerci alla direzione provinciale del partito per informarla dell'accaduto e discutere dello stesso». Già, le risposte non sono piaciute. «Non ci sono le condizioni per lavorare insieme e non c'è spazio per un sano confronto, primo passo per la crescita e il cambiamento, condizione urgente per il nostro comune».©RIPRODUZIONE RISERVATA
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