La manifestazione
Cavallini si candida a sindaco
Si chiama “Immagina San Miniato” la lista senza simboli promossa da Sel per le amministrative
SAN MINIATO. È Laura Cavallini il primo sfidante del sindaco Gabbanini alle amministrative di maggio. Già consigliere comunale e capogruppo di Sel, sarà il candidato a sindaco della lista Immagina San Miniato, la nuova formazione senza simboli di partito, lanciata dagli esponenti di Sinistra Ecologia e Libertà. Una svolta che prova ad andare oltre i confini di Sel, e che si inserisce nel percorso analogo intrapreso soprattutto nei Comuni dell’area fiorentina.
Una rinuncia, quella del simbolo, che il coordinatore Renzo Ulivieri definisce come «un atto di generosità, un segno di apertura, per offrire un’alternativa a tutti i cittadini, anche non necessariamente di sinistra, che non si riconoscono nel modo di fare politica dell’attuale giunta». È un solco profondo, del resto, quello che Ulivieri traccia nei confronti del Pd. «Dopo 5 anni di opposizione – spiega – abbiamo confermato la valutazione negativa verso l’attuale giunta, in linea con le conclusioni espresse dalla maggioranza del Pd nella verifica di metà mandato. Da allora, tuttavia, il Pd ha fatto marcia indietro in virtù del principio di continuità. Per questo vogliamo offrire un’opportunità diversa, per amore di questa terra e dei suoi cittadini, che si meritano qualcosa di più e di meglio».
«Il nostro è un percorso aperto al confronto con le persone ma non con i partiti», aggiunge Uliveri, che annuncia anche la propria decisione di farsi da parte in favore di un giovane. Il nome di Cavallini, per adesso, è l’unico punto fermo di una lista in costruzione. «L’abbiamo scelta – riprende Uliveri – perché è una persona per bene, seria e rigorosa». Si dichiara «onorata» Laura Cavallini, che parla di una «San Miniato rimasta ferma in cinque anni, amministrata solo per eventi – dice – senza un progetto di lunga durata. Basti pensare all’Unione dei Comuni, dove San Miniato non ha ottenuto il ruolo di leadership che le spettava. Un territorio turistico che è rimasto solo una tappa di passaggio. Un luogo famoso nel mondo per la sua produzione conciaria, dove tuttavia si vedono sempre più capannoni vuoti e tanti negozi chiusi. Una città bloccata da un project financing che ancora ci obbliga a pagare per opere che non abbiamo».
«Pensiamo di essere un’alternativa a questo declino – afferma Cavallini –. Vogliamo affrontare seriamente il tema delle energie rinnovabili, introdurre l’applicazione completa del porta a porta e intervenire sulle frazioni creando spazi d’incontro, piste ciclabili e pedonali, senza più consumo di suolo. Siamo per la chiusura al traffico del centro storico: tema sul quale l’amministrazione non ha avuto coraggio, scaricando su altri la responsabilità di non saper decidere, e limitandosi a intervenire solo in piazza XX Settembre grazie ai fondi della Francigena, altra opportunità da sfruttare».
Il coordinatore provinciale di Sel, Francesco Cecchetti, sottolinea che «la scelta di aprirsi oltre i confini del partito, rientra nella natura stessa di Sel. Qui lo facciamo in modo autonomo perché riteniamo che non ci fossero le condizioni politico-programmatiche».
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