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Vivaldi: «Sul Falchi comprendo la scelta della Provincia»

Vivaldi: «Sul Falchi comprendo la scelta della Provincia»

MONTOPOLI VALDARNO. Il sindaco di Montopoli Alessandra Vivaldi mette le mani avanti, in risposta agli inviti arrivati in questi giorni per una sua adesione a forme di mobilitazione o a comitati per...

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MONTOPOLI VALDARNO. Il sindaco di Montopoli Alessandra Vivaldi mette le mani avanti, in risposta agli inviti arrivati in questi giorni per una sua adesione a forme di mobilitazione o a comitati per il mantenimento del liceo Falchi a Montopoli. «Non parteciperò – spiega – prima di tutto perché credo che non si possa sempre rimettere in discussione le scelte, ma soprattutto perché fino ad oggi, onestamente, non ho visto tutta questa mobilitazione della popolazione montopolese in favore del Falchi: basti ricordare che su 90 studenti solo 8 sono di Montopoli».

È un commento all’insegna del realismo quello di Vivaldi, all’indomani dell’annuncio ufficiale del trasferimento a San Donato. Un commento condito di rammarico, soprattutto per il centro storico, ma anche di qualche sassolino che il sindaco ha voluto togliersi dalle scarpe. Prima di tutto un chiarimento sulla trattativa con il Divino Amore da cui è scaturito lo sfratto: «L’istituto – spiega – aveva chiesto interventi per la sicurezza la cui responsabilità ricadesse interamente sulla Provincia. Si sarebbe trattato di un intervento consistente, a vantaggio di un privato, in vista poi di un successivo trasferimento. Perché comunque nell’ottica del futuro polo scolastico si sapeva che Montopoli avrebbe dovuto rinunciare alla scuola. Il nostro progetto dello spostamento al Galilei aveva tutte le carte in regola, ma nell’incontro del 20 dicembre emerse con forza la volontà degli studenti, degli insegnanti e delle famiglie di superare un problema di isolamento. Quindi la scelta della Provincia la capisco e la comprendo, anche se resta il forte rammarico per la perdita della scuola in un momento difficile per il centro storico. Il progetto di rilancio redatto dai professori è molto valido. Ma infastidisce che gli insegnanti si siano mossi senza confrontarsi con il Comune, che solo tre anni fa è stato il principale interlocutore per salvare la scuola».(g.p.)

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