Il dolore
Troppo pochi i prestiti regionali per le microimprese
PONTEDERA. I prestiti per l’emergenza delle microimprese previsti dalla Regione Toscana sono pochi. Lo sostiene il consigliere del Nuovo Centro Destra Gian Luca Lazzeri, secondo il quale servono...
PONTEDERA. I prestiti per l’emergenza delle microimprese previsti dalla Regione Toscana sono pochi. Lo sostiene il consigliere del Nuovo Centro Destra Gian Luca Lazzeri, secondo il quale servono fondi aggiuntivi per il boom di 136 richieste d’aiuto da 1.606.829 di euro provenienti dalla provincia di Pisa.
«Il bando per piccoli prestiti alle microimprese di tutti i settori produttivi toscani approvato con decreto dirigenziale 5101 del 21 novembre 2013 – afferma Lazzeri – è un’iniziativa lodevole, ma il plafond di soli 3 milioni di euro messo a disposizione dalla Regione per aiutare le imprese toscane rischia di essere insufficiente: al 31 gennaio 2014, data di chiusura del bando, sono state presentate 1.400 domande (136 in provincia di Pisa) per una richiesta complessiva di quasi 17 milioni di euro (di cui 1.606.829 di euro dalla provincia di Pisa). Una domanda quasi 6 volte superiore all’offerta regionale che in questo momento di flessione (solo nel 2012 hanno chiuso 29.000 imprese toscane di cui 3.161 imprese in provincia di Pisa) deve essere ampliata».
Lazzeri chiede alla Regione di mettere a disposizione risorse aggiuntive con la concessione di piccoli prestiti prevista tramite la costituzione della Rete Pem “Prestiti di Emergenza per le Microimprese” formata da associazioni di categoria a partire da Conflavoro, col compito di valutare le richieste. «Il bando – sottolinea – è un’iniziativa meritevole nata per dare una boccata d’ossigeno al tessuto delle piccole medie imprese e prevede prestiti da 5mila fino a 15mila euro da restituire a tasso 0 entro 36-60 mensilità, con un pre-ammortamento di 12 mesi (in pratica la prima rata si paga dopo un anno dalla concessione del finanziamento). Un aiuto per le microimprese messe in ginocchio dall’attuale congiuntura economica Basti pensare che il saldo negativo del movimento anagrafico della provincia di Pisa, secondo dati Infocamere, al 2012 è stato di -108 iscrizioni mentre il tasso di cessazione è stato del 7,2%».
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