Il Tirreno

Pontedera

Quell’isolotto nell’Arno preoccupa per le piene

di Giacomo Pelfer
Quell’isolotto nell’Arno preoccupa per le piene

Santa Croce: dalla Provincia arrivano rassicurazioni sulla sicurezza «C’è da controllare la vegetazione, in estate provvederemo al taglio»

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SANTA CROCE SULL’ARNO. Le piene degli ultimi giorni lo avevano ricoperto interamente, fino a sommergere tutta la vegetazione che da anni cresce rigogliosa su quel fazzoletto di terra divenuto un po’ uno dei simboli di Santa Croce. È l’isolotto che sorge in mezzo all’alveo dell’Arno, proprio di fronte al centro storico, sbancato interamente alcuni anni fa e subito riformatosi, sempre nello stesso punto, con il lento e inesorabile depositarsi delle sabbie. Un’isola su cui in tanti, dopo le emergenze degli ultimi giorni, sono tornati a puntare lo sguardo, nel timore che possa diventare una sorta di diga, uno sbarramento in mezzo al fiume. Un rischio che la Provincia smentisce, anche se rimane qualche timore legato alla vegetazione, per la quale sarebbe già in programma un intervento di manutenzione per l’estate.

A segnalare il caso è un cittadino di Santa Croce, Maurizio Giannoni, che sottolinea come l’isolotto stia continuando a crescere a vista d’occhio. «Un tempo l’area veniva dragata – dice –. Oggi invece è tutto abbandonato a se stesso, e l’isolotto in pochi anni è praticamente quadruplicato. A ogni piena continua a depositarsi di tutto. L’acqua non riesce più a defluire, e in questo modo si mettono in pericolo i cittadini di Santa Croce».

Il sindaco Osvaldo Ciaponi ricorda che i lavori risalgono ormai a 10 anni fa, «quando la competenza, oggi della Provincia, era in carico del Genio civile». «In quell’occasione – dice – l’isola fu sbancata completamente, mentre l’argine fu rinforzato con massi e iniezioni di cemento, che ci valsero per due anni la bandiera Fiume Sicuro di Legambiente. In poco tempo, però, per i movimenti naturali delle correnti, l’isolotto si è subito riformato, sempre nello stesso punto, anche se dagli uffici provinciali ci assicurano che non rappresenta un pericolo: del resto, lo spazio occupato dall’isola è minimo rispetto alla portata della piena. Il nostro timore, magari, è legato soprattutto alla futura competenza sui fiumi dopo l’eventuale scomparsa delle Province: occorrerebbero riferimenti certi per sapere quale autorità avrà la competenza sui corsi d’acqua».

L’ingegnere Andrea Carli dell’ufficio Difesa del suolo della Provincia, conferma che l’isolotto di Santa Croce «non costituisce un ostacolo al deflusso delle acque». «Dopo i lavori condotti anni fa dal Ministero il fatto che le correnti lo abbiano riformato nello stesso punto, dimostra che la sedimentazione non è significativa in termini di deflusso – spiega –. La situazione da tenere sotto controllo, semmai, è quella della vegetazione, che può costituire un elemento di rafforzamento. E su quello dovremo intervenire in vista dell’estate».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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