Il Tirreno

Pontedera

La cooperativa si difende per voce dei soci lavoratori

La cooperativa si difende per voce dei soci lavoratori

A scegliere è stata l’assemblea con voto all’unanimità «C’è una drastica diminuzione di manodopera necessaria»

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PONTEDERA. Parlano un’altra lingua e dicono di farlo a nome dei soci lavoratori della Valdelsa Logistica, la cooperativa che ha in gestione l’appalto all’interno della Revet. Ed emerge un quadro dai colori in netto contrasto rispetto a quelli tratteggiati dalle segreterie sindacali e dai loro colleghi che sono scesi in piazza per difendere il posto di lavoro. Il 28 febbraio, infatti, la società cooperativa lascerà l’appalto e ad oggi c’è lo spettro del licenziamento per una ventina di persone.

“Prendiamo le distanze e denunciamo le falsità descritte dalle segreterie provinciali Cgil, Cisl e Uil, in quanto personalmente e direttamente coinvolti nelle decisioni e nelle delibere assembleari – si legge nella nota a firma i soci lavoratori Valdelsa Logistica –. L’11 febbraio ci siamo tutti riuniti in assemblea soci presso la sede della nostra cooperativa, con un ordine del giorno molto chiaro e preciso, tra cui la valutazione della disdetta dell’affidamento servizi in Revet. Eravamo presenti e rappresentati in 91 soci lavoratori (31 dei quali operanti nell’impianto Revet) su 120 iscritti. Dopo ampia discussione sulle problematiche che stanno investendo la nostra cooperativa, abbiamo deliberato all’unanimità e per alzata di mano, perché non è ammesso il voto segreto, di voler trasmettere a MC Multicons la nostra volontà di disdettare l’affidamento dei servizi in Revet. Tra le mani che si sono alzate in quella votazione, c’erano anche i soci lavoratori occupati nell’appalto Revet, alcuni dei quali Rsa, che si sono dichiarati favorevoli a tale dura decisione”. E aggiungono: “Tutti abbiamo ben compreso, come il progressivo sviluppo della raccolta porta a porta stia modificando inevitabilmente le modalità di lavoro sull’impianto di selezione, con la conseguente e drastica diminuzione del quantitativo di manodopera necessaria. Di questo fenomeno nessuna colpa può essere imputata alla Revet, né alla MC Multicons, né alla nostra cooperativa o a noi lavoratori. Le ore di lavoro pertanto necessarie per svolgere la nostra attività si sono ridotte notevolmente rispetto allo scorso anno e a quelli precedenti”.

Marcano le distanze anche sui passaggi di appalto denunciati dai sindacati “nessun socio ha perso il lavoro, né un centesimo di stipendio, di liquidazione, ferie, permessi e Tfr, né è stata diminuita la retribuzione prevista dalle tabelle del contratto collettivo nazionale”. E in merito alla richieste di controlli da parte degli organi preposti “non ci preoccupano, ma ci appaiono puri e semplici ricatti, al solo scopo intimidatorio. Gli sperati interventi intimati dalle sigle sindacali non faranno che confermare che la nostra cooperativa non ha mai omesso un versamento contributivo né erariale, così come dimostrato mensilmente anche ai committenti come da obblighi di legge. I soci lavoratori che operano in Revet percepiscono mediamente stipendi da 1200-1500 euro per le otto ore di lavoro, e per quanto l’ambiente di lavoro possa ritenersi “disagiato” tutto si svolge nel pieno rispetto delle norme di sicurezza ed igiene sul lavoro”.

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