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Gli ex bagni pubblici si trasformano in un bar-libreria

di Francesca Suggi
Gli ex bagni pubblici si trasformano in un bar-libreria

VICOPISANO. In pieno centro. E a due passi dal polo scolastico di Vicopisano. Finalmente quei 130 metri quadri con tanto di giardino, un tempo bagni pubblici del paese, cambieranno pelle e...

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VICOPISANO. In pieno centro. E a due passi dal polo scolastico di Vicopisano. Finalmente quei 130 metri quadri con tanto di giardino, un tempo bagni pubblici del paese, cambieranno pelle e cominceranno a prendere vita commerciale. Con tutta probabilità sarà aperta la saracinesca nuova di un bar sui generis. Con libri da leggere e consultare. A dare qualche anticipazione è il Comune: l’ultimo bando pubblico sugli ex bagni, infatti, se lo aggiudica un imprenditore. L’unico ad aver partecipato all’operazione messa in campo dall’amministrazione che da tempo sta cercando di vendere o dare in affitti immobili pubblici, per ridar loro una vita. «L'iter è sempre il medesimo: l'ufficio stabilisce i criteri e i costi per redigere il bando, quindi lo pubblica (pubblicizzandolo adeguatamente sul sito web); alla scadenza del termine, valuta le richieste pervenute in Comune», spiega il sindaco Juri Taglioli. L’ultimo in ordine di tempo è, appunto, quello degli ex bagni pubblici che, dopo due aste di vendita andate deserte, è stato assegnato a un privato con canone annuale di locazione di 6.204 euro annui (517 euro mensili) per attività commerciale. Il primo cittadino scandisce la procedura per rispondere ad una polemica sollevata dalla consigliera Giobbi sulla ex scuola di Caprona, insinuando preferenze di assegnazione. «Nel 2011 venne fatto un bando per la gestione dei locali della ex scuola a Caprona; alla scadenza pervenne in Comune una offerta, quella dell'associazione sportiva Monte Pisano, alla quale sono stati concessi i locali.

«Vista la destinazione ammissibile nel bando per attività senza scopo di lucro ed essendo l'edificio in posizione defilata rispetto al capoluogo, la concessione della ex scuola è stata stabilita con un canone annuo di 3.000 euro circa (escluse le spese per le utenze). Credo ci sia una bella differenza tra chi utilizza un edificio pubblico a fini sociali e rispetto a chi lo utilizza a fini commerciali. I bandi pubblici sono aperti a tutti. Non capisco perché si debba insinuare una preferenza di assegnazione della ex scuola di Caprona, quando nel 2011 ha partecipato al bando un solo soggetto. Se la consigliera Giobbi fosse stata interessata a pagare 250 euro al mese, avrebbe potuto partecipare al bando anche lei».

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