Sicurezza
Punto Sanità, il direttore della Asl sconfessa il sindaco
Volterra, Damone: operazione propagandistica e illegittima, i medici rispondono ad una convenzione stipulata con noi Buselli ribatte: nessuno vuole creare contrasto
VOLTERRA. «Tutta questa operazione, messa in atto dal Comune, è decisamente propagandistica e pure illegittima. Infatti, forse non è chiaro al sindaco che i medici di famiglia rispondono ad una convenzione stipulata con l'Azienda Sanitaria e quindi sono soggetti a regole dettate dalla convenzione stessa». Il direttore generale della Asl, Rocco Damone va su tutte le furie: l’annuncio del Comune di aver avviato il Punto Sanità con i medici di famiglia come “alternativa” alla Casa della Salite non va giù.
«Fin dalla nascita della Casa della Salute di Volterra - continua - i medici, per venire incontro alle esigenze dei cittadini, si sono resi disponibili a mantenere anche ambulatori in centro storico. Pertanto l'apertura di questi ambulatori non è né antagonista né alternativa alla Casa della Salute, ma un percorso già previsto, concordato fin dall'inizio tra i medici e la direzione dell'Asl, in un'ottica di facilitare i cittadini e favorire le loro esigenze. Pertanto, l'uso locali che il sindaco mette a disposizione dei medici di medicina generale, come proiezione della Casa della Salute che è in ospedale, deve essere concordato con la Asl perché possa, in collaborazione con i medici di famiglia, stabilire gli orari degli ambulatori in modo tale che questi siano integrati con quelli della Casa della Salute». E prosegue: «Anche se in ritardo, vedo che Buselli ha compreso il progetto della Asl 5 e ribadisco che la gestione dei medici di famiglia è della Asl che la delibera approvata in Comune è priva di fondamento».
Buselli nella tarda serata di ieri, mercoledì 19 febbraio, ribatte. «Nessuno si sogna di mettere l'attività dei medici di famiglia in contrasto con la convenzione stipulata con l'Asl. Damone può stare sereno da questo punto di vista. La belibera è una semplice delibera di indirizzo, che ha quindi tutte le possibilità di essere armonizzata in base alle esigenze che si prospettano. Ma in base alle esigenze dei cittadini, perché sono loro al centro, non le esigenze aziendali». È ancora: «Lo dico soprattutto in merito agli orari, che sono stati studiati assieme ai medici, proprio per venire incontro ai bisogni della cittadinanza. Se gli orari venissero disarticolati, la nostra offerta decade».
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