Il Tirreno

Pontedera

Fino al Tar in difesa degli autovelox sulla Bientinese

di Nilo Di Modica
Fino al Tar in difesa degli autovelox sulla Bientinese

La Provincia si rivolgerà al Tribunale contro quei giudici di pace che hanno dato ragione agli automobilisti

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BIENTINA. Gli automobilisti della Bientina-Altopascio avranno anche convinto alcuni giudici di pace, ma non la Provincia di Pisa, che tiene in funzione l'autovelox e rilancia di fronte al Tribunale Amministrativo Regionale. Questa l'ultima decisione annunciata da via Vittorio Emanuele, sede dell'ente provinciale, di risposta alle perplessità espresse dal consigliere di Rifondazione Comunista Andrea Corti in un'interpellanza presentata nella seduta di ieri. Di fronte all'impressionante numero di contravvenzioni emesse nel 2013 (quasi 14mila), ma soprattutto di fronte ai 25 casi in cui i giudici di pace hanno ritenuto necessaria una “disapplicazione” dell'ordinanza del 2010 che regola la velocità sul tratto di strada incriminato a 50 chilometri orari, il consigliere del Prc ha chiesto chiarimenti all'assessore competente Gabriele Santoni. «Le contravvenzioni sono state elevate per il superamento del limite di 50 orari stabilito nell’ordinanza 2013, successiva a quella 2010 – ha dichiarato Corti –. L'ordinanza del 2010 è stata però giudicata priva delle sufficienti motivazioni. Considerato che nel periodo intercorrente tra le due ordinanze non sono stati modificati i limiti di velocità, che per il codice della strada sono più elevati per le strade extraurbane come la Bientina-Altopascio, si rende necessario un chiarimento circa le intenzioni della Provincia in merito ai limiti di velocità». Limiti che per la Provincia dovranno non solo rimanere gli stessi, ma che, come dichiarato in consiglio dall'assessore Santoni, saranno difesi anche in sede regionale. Santoni ha infatti annunciato l'intenzione di impugnare i ricorsi degli automobilisti e le relative disapplicazioni al tribunale regionale. «La contestata ordinanza del 2010 che fissa il limite di velocità attuale ha sempre goduto di piena e legittima validità – ha spiegato Santoni –. La disapplicazione decisa dal giudice è cosa ben diversa dalla delegittimazione ed è un provvedimento che può essere adottato solo nell'esclusiva trattazione del singolo ricorso». In altre parole, i provvedimenti del giudice di pace a favore degli automobilisti sarebbero secondo la Provincia legati ai casi specifici. «È nostra intenzione impugnare il tutto al Tar, in modo che sia questo organo terzo a valutare le decisioni del giudice di pace, che noi riteniamo improprie e impraticabili. L'ordinanza successiva, quella del 2013, è stata fatta sulla base di una relazione tecnica che riguarda alcuni fattori locali, ma in nessuno modo fa sì che si possa presupporre una contraddizione fra le norme o un vuoto legislativo fra le due ordinanze». «Rimango assolutamente perplesso – ha replicato il consigliere Corti –. Ciò non toglie che adesso, se il Tar confermasse le decisioni del giudice di pace, la Provincia dovrebbe prendere in considerazione la sentenza anche per tutti quegli altri cittadini che si sono visti recapitare le contravvenzioni nelle medesime condizioni, altrimenti si sarebbe di fronte ad una discriminazione».

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