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A lezione di Toscana In cattedra sale il presidente Rossi

A lezione di Toscana In cattedra sale il presidente Rossi

Il governatore parla di rischi geologici agli studenti Al “Pesenti” annuncia: «Abbiamo costruito tanto, ora basta»

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CASCINA. «Nelle zone a rischio idraulico non si costruirà più». Lo ha detto il governatore Enrico Rossi incontrando alcuni studenti delle classi quinte dell’istituto “Pesenti” di Cascina, durante la visita nella piana Pisana, tredicesima tappa del suo “Viaggio in Toscana”. Il sindaco di Cascina, Alessio Antonelli, ha ritenuto opportuno che Rossi avesse un momento di confronto con i giovani, in particolare con gli studenti di una scuola che ha un bacino d’utenza abbastanza vasto. Trenta minuti di lezione in cui Rossi ha parlato, grazie anche alle domande degli studenti, di vari aspetti della nostra regione. Dalle eccellenze delle industrie manifatturiere, alla legge per la tutela del territorio e alla necessità di mettere un freno all’espansione urbanistica, fino al contrasto alla piaga del lavoro nero, con riferimento alla tragedia di Prato, alla presenza della criminalità organizzata nella nostra regione. Così come ha insistito sulla lotta all’evasione fiscale ricordando ai ragazzi che «il primo dovere di un cittadino è quello di denunciare quando vede cose anomale che potrebbero essere il segnale di grandi evasioni fiscali». In “cattedra” Rossi ha avuto la possibilità di ricordare le battaglie per assicurare ai pendolari treni e servizi degni di un paese civile, di rispondere sulle lentezze causate dalla burocrazia e sulle energie rinnovabili.I danni causati in varie zone della Toscana dalle abbondanti piogge cadute negli ultimi mesi, per tornare a recenti drammi che hanno riguardato da vicino la provincia di Pisa, hanno dato la possibilità a Rossi, che risponde alla domanda di una studentessa, Federica, di ribadire il suo no a nuove aree edificabili. «Abbiamo costruito molto – ha aggiunto – ora possiamo pensare anche a recuperare il patrimonio esistente». Senza trascurare il fatto che per troppo tempo non si è investito nella prevenzione. «Bisogna fare la prevenzione secondaria – aggiunge – tenere puliti, gli argini, costruire se necessario casse di esondazione. Su questi problemi la Regione ha investito 50 milioni mentre lo Stato ha destinato a questi argomenti 30 milioni per tutta l’Italia, due soli per la Toscana. È evidente che da soli non possiamo farcela». Sulla mafia Rossi ha ribadito che anche «da noi il modo migliore per colpire la mafia è sottrarle la ricchezza e ha chiesto che i beni sottratti alla criminalità non siano venduti, ma assegnati a Regione e Comuni perché li utilizzino per fini sociali».(s.c.)

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