Finanza
La sede ora c’è, ma non per il 118
È grande ed ha attrezzature all’avanguardia: era stata pensata per la centrale operativa che però sarà trasferita altrove
PONTEDERA. Ha stanze open space e dispone di attrezzature all’avanguardia. È la nuova sede della centrale operativa del 118 che tra pochi giorni potrà essere inaugurata all’ospedale Lotti. Circa 170 metri quadrati di superficie per un investimento di poco più di 150mila euro. Sono anni che si parla della nuova sede per il 118 di Pisa e ora che finalmente è pronta non è poi così chiaro per quanto tempo ancora potrà ospitare, ovviamente a partire dal taglio del nastro, la centrale operativa dell’emergenza sanitaria. La riforma regionale della geografia delle centrali del 118 prevede infatti l’accorpamento di Pisa con Livorno a partire dal prossimo autunno. Quando saranno completati i lavori la centrale operativa del 118 si trasferirà nella nuova sede insieme a quella che gestisce i trasporti ordinari, cioè tutti quei servizi che le associazioni di volontariato effettuano per conto dell'Asl, trasporti per pazienti dializzati, in trattamenti chemioterapici o riabilitativi oltre alle dimissioni e trasferimenti da e per strutture ospedaliere senza la presenza di personale sanitario a bordo.
«La nuova sede del 118 sarà utilizzata al meglio anche quando la centrale operativa dovrà trasferirsi in un’altra città – spiega Rocco Damone, direttore generale dell’Asl 5 di Pisa – Non sarà un investimento fine a se stesso. Per prima cosa perché resterà la sede della centrale di secondo livello che gestisce circa 120mila trasporti all’anno nella nostra provincia. Sono spazi che ci supporteranno, grazie alle tecnologie tecnicamente avanzate di cui dispongono, anche per organizzare altri servizi dell’ospedale». Quando la centrale operativa traslocherà, in questi spazi completamente ristrutturati sarà trasferito il centralino dell’Usl. Da qui sarà controllata anche la videosorveglianza del Lotti e di altre strutture della stessa Asl.
«Se non ci sarà un ripensamento da parte della Regione – dice il dottor Paolo Tognarelli, responsabile del 118 di Pisa – quando la centrale operativa sarà trasferita, questa struttura resterà comunque a disposizione del servizio 118. Da qui gestiremo altri servizi. Non solo: servirà anche come sede per l’unità di crisi nei momenti delle maxi-emergenze. Per noi avere a disposizione la nuova sede resta comunque un fatto importante».
La nuova sede del 118 si trova al primo piano del Lotti, vicino alla radiologia d’urgenza. In questo settore saranno trasferiti anche i nuovi locali della neurofisiopatologia per i pazienti affetti da patologie neurologiche.
Medici, infermieri e operatori tecnici di centrale sono stati informati dell’imminente trasloco nella nuova sede al Lotti dove potranno lavorare in spazi ampi e in grado di mettere in comunicazione il personale che si occupa delle centrali di primo e secondo livello, unite in una centrale unica come previsto dalla legge 70.
Cosa succederà a ottobre 2014, quando dovrebbe partire la nuova organizzazione del 118 di area vasta ancora non è chiaro. Ci saranno primariati che non esisteranno più, strutture che saranno chiuse, personale che verrà impiegato in modo diverso. La Toscana ha cominciato già da Prato - proprio in questi giorni - la riforma del sistema di emergenza, uno dei punti più sensibili di tutta l'organizzazione sanitaria. Le centrali, oggi 12 cioè una per ogni azienda sanitaria, diventeranno 3, una per ogni area vasta: quella fiorentina (con Prato, Pistoia ed Empoli), quella senese (con Arezzo e Grosseto), quella pisana (con Livorno, Massa Carrara, la Versilia e Lucca). Il sistema proposto non convince tutti e c’è chi spera che i tempi di attuazione siano lenti e molti sperano che un rimpasto del governo regionale porti a un cambiamento di idee sulla proposta avviata dall’assessore Luigi Marroni.
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