Sicurezza
Tecnici e politici divisi sulla discarica La Grillaia
Sentenza dei giudici amministrativi che bocciano i quattro ricorsi pendenti Protocollo tra Regione, Provincia e Comuni di Chianni, Lajatico e Terricciola
CHIANNI. Sepolta dalle carte bollate. Dai veti incrociati e dai buoni auspici. La discarica La Grillaia di Chianni è una ferita aperta dal 1998. Ancora nessuna certezza per la sua chiusura in sicurezza. Non basta che il Tar abbia sciolto le riserve sull’iter amministrativo. A sbarrare la strada al progetto della Nuova Servizi Ambiente Srl (Nsa), la società che ha in gestione il sito, approvato dalla Provincia di Pisa ci si mette anche la politica. È un protocollo d’intesa tra Regione Toscana, Provincia e i Comuni di Chianni, Lajatico e Terricciola a traguardare una diversa prospettiva. Quella dell’opzione rifiuti zero, accantonata dai tecnici perché non sostenibile economicamente e adesso rispolverata.
Le carte s’intrecciano. Ma in sostanza tutto resta immutato e amplifica l’incapacità di trovare la quadra per mettere fine a una discarica nata piccola,nel 1990, salvo quadruplicare in una manciata di anni, per fronteggiare l’emergenza rifiuti regionale. Da tre lustri è in attesa di un destino definitivo. In gestione post operativa provvisoria, questo il termine tecnico, dal 31 maggio del 1998.
La sentenza del 4 febbraio scorso avrebbe dovuto chiudere la disputa. Ben quattro i ricorsi giudicati improcedibili o respinti, due dell'ex gestore Nsa Srl e altrettanti quelli promossi dai Comuni di Chianni, Lajatico e Terricciola contro la Provincia di Pisa. Ma si annuncia un nuovo ricorso con capofila il Comune di Chianni. Traccia il quadro il sindaco di Chianni Francesca Mancini. Ed è un boccone amaro da mandar giù. Al punto che si dice pronta a ingaggiare una nuova disputa con la Provincia. «Il nostro legale sta preparando il ricorso al Tar contro la determina che approva il progetto della Nsa – dice –. E stiamo anche valutando se fare ricorso al Consiglio di Stato avverso all’ultima sentenza». Il riferimento è al 9 maggio dello scorso anno quando la conferenza dei servizi dà parere positivo sul progetto per la messa in sicurezza della discarica presentato dall’ex gestore Nsa. Arpat e Provincia approvano in via definitiva. Ma i Comuni non ci stanno. Intanto, il 15 gennaio arriva l’autorizzazione rilasciata dalla dirigente dell’Ufficio ambiente della Provincia, Laura Pioli. Atto che è condizionato per l’efficacia alla chiusura delle vicende giudiziarie.
Nel frattempo, la politica alza la voce al punto da mettere la sordina a quanto indicato dai tecnici. L’ultimo documento è un protocollo d’intesa, sottoscritto il 13 gennaio dalla giunta della Regione, in attesa di essere assunto anche dalla Provincia e dai Comuni di Chianni, Lajatico e Terricciola. L’atto guarda in tutt’altra direzione rispetto alla soluzione progettuale approvata dalla conferenza dei servizi e indicata nella determina provinciale dello scorso 15 gennaio, che prevede l’apporto di circa 300mila metri cubi di rifiuti per colmare la depressione che si è formata al centro della discarica. «È il frutto del lavoro politico in linea con il Piano regionale di gestione rifiuti e bonifica dei siti inquinati che è in corso di approvazione», dice il presidente della Provincia Andrea Pieroni. A breve nei tre Comuni il protocollo passerà all’esame dei rispettivi consigli per il via libera alla firma. «Le risorse economiche per la messa in sicurezza senza l’apporto di rifiuti non ci sono – ammette Pieroni –. Ma il coinvolgimento della Regione è importante anche per trovare i soldi. Dovremo però sciogliere il nodo con la società che gestisce il sito».
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