Il Tirreno

Pontedera

Le donne in piazza a ritmo di danza

Le donne in piazza a ritmo di danza

Nel pomeriggio un flash mob contro le violenze organizzato dalle associazioni Giratempo e Eunice

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PONTEDERA. Due associazioni, una piazza, e la voglia di illuminare «il buio in cui vivono tante donne offese, umiliate, abusate». Sono le parole che Maria Anna Abbondanza, avvocato, consulente legale dell'associazione di promozione sociale “Eunice” (a Pontedera, presso la sua sede, in viale Colombo al 7/b, “Eunice” offre alle donne in difficoltà uno sportello di ascolto, supporto e assistenza aperto il venerdì dalle 18 alle 20 e il sabato dalle 10.30 alle 12.30), sceglie per raccontare le storie di violenza che, puntualmente, entrano a far parte della sua attività di volontaria, mischiandosi alle richieste di aiuto, alle lacrime, al dolore, alla speranza. “Eunice”, assieme all'associazione “Giratempo”, organizza oggi “One billion rising for justice 2014”, «un modo per sensibilizzare, in modo diretto e giocoso, tutta la cittadinanza sul tema della violenza di genere. Vista la partecipazione all'appuntamento dello scorso anno, siamo sicuri che Pontedera ci sosterrà».

Il programma prende avvio al Centrum Sete Sòis Sete Luas, dove, dalle 15 alle 17.30, si svolge un momento preparatorio dedicato alla danza dei cinque ritmi; dalle 17.30 alle 18, passeggiata silenziosa verso piazza Curtatone; qui, dalle 18.00 alle 18.30, un flash mob animato da canti, balli, lettura delle testimonianze di chi si è rivolto a “Eunice” per chiedere aiuto. «Lo slogan 2014 è “Rise, release, dance”, traducibile come “Sollevati, sciogliti, danza”», dice Abbondanza, «e il titolo è sempre rivolto a quel miliardo di donne che subiscono violenza nel mondo. Ma quest'anno il tema si arricchisce del diritto alla giustizia contro la violenza. Si rivolge lo sguardo al momento del “dopo violenza”, a ciò che si può fare per rimettersi in piedi e reagire. È una chiamata globale in favore delle donne che l'hanno subita: in tutto il mondo si stanno organizzando eventi analoghi, iniziative auto-organizzate in flash mob, momenti collettivi di danza o d'arte o canto, in spazi pubblici esterni, anche legati alla gestione della giustizia (tribunali, caserme dei carabinieri, commissariati di polizia, assieme ad altri luoghi pubblici che rappresentano al meglio il concetto dell'incolumità e della sicurezza per le donne). “Siamo un gruppo di donne che hanno conosciuto la storia di Eunice e si sono sentite ispirate a mettere a disposizione se stesse, le proprie capacità e competenze per aiutare le altre donne a non essere più vittime - si legge sul sito www.eunice.it - Vogliamo che la memoria di Eunice non sia l'ennesima memoria oscura di una ragazza partita con la speranza nel cuore dal suo paese e morta in un angolo buio di disperazione. Vogliamo che la memoria di Eunice sia legata alla speranza che sapremo ricostruire nel suo nome”. Eunice Itua era “una ragazza nigeriana, viveva in Italia a Pontedera. E' stata barbaramente uccisa a Pasqua del 2008 dalla violenza di un uomo. Eunice è stata vittima infinite volte: vittima della tratta che la ha portata in Italia, vittima del racket che la ha costretta alla prostituzione, vittima di un uomo che le ha tolto la vita. Vittima, forse, di un sistema che ignora e non tutela i deboli”. «La squadra di “Eunice” è formata da donne con esperienze e professionalità molto diverse tra loro», spiega Abbondanza, «abbiamo avvocati, psicologhe, educatrici, esperte in informatica. Ma stiamo tutte seguendo dei corsi per formarci come operatrici. Il tema della violenza non è semplice da gestire. Non è semplice venire in contatto con testimonianze così dure, trovare le risposte giuste, le soluzioni più indicate. Ci vuole esperienza. Ce la stiamo mettendo tutta». In prevalenza, le donne che ricorrono alle volontarie di “Eunice” sono «vittime di violenze da parte del partner. Non a caso è stato coniato il termine “femminicidio”. Fino a qualche tempo fa non esisteva, oggi, purtroppo, fa costantemente parte della cronaca. D'altra parte, i numeri parlano chiaro. Nel 2012 sono state uccise 127 donne. Ogni due giorni e mezzo, una donna uccisa da un uomo. Neanche gli incidenti stradali e il cancro arrivano a queste cifre».

Andrea Lanini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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