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La persecuzione degli ebrei nel saggio di Fornaciari

La persecuzione degli ebrei nel saggio di Fornaciari

VOLTERRA. «Un invito a continuare a studiare eventi e fatti legati alla nostra storia contrapponendosi a chi fingendo di guardare soltanto al futuro vuole fare tabula rasa delle nostre vicende». Così...

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VOLTERRA. «Un invito a continuare a studiare eventi e fatti legati alla nostra storia contrapponendosi a chi fingendo di guardare soltanto al futuro vuole fare tabula rasa delle nostre vicende». Così Pardo Fornaciari inquadra il suo ultimo saggio “L’Universo minore”, che sarà presentato dall’autore domani, alle 16.30, a Volterra, nella cornice di Palazzo dei Priori.

Pubblicato per le Edizioni Erasmo a cura di LegAmbiente Circolo di Pistoia, il libro approfondisce il confino, l’internamento, il concentramento e la deportazione degli ebrei, ma anche le responsabilità italiane e il caso di Pistoia.

«In Italia dopo la presa del potere, e soprattutto dalle leggi speciali del 1925 in avanti, per il fascismo l’assassinio politico divenne un fatto casuale, anche se ricercato e voluto, nel senso che fu più l’esito episodico dell’attività d’intimidazione violenta connaturata all’ideologia fascista, piuttosto che una scelta politica cosciente praticata su scala di massa, come sarebbe avvenuto in Germania dal marzo 1933 in poi – afferma Fornaciari –. In entrambi i casi, la persecuzione fu programmatica, ma mentre in Italia conobbe una gradualità stemperata in un ventennio abbondante, in Germania si concretizzò nell’immediata scelta dell’internamento di grandi masse di oppositori politici e di tedeschi considerati “impuri” secondo i canoni razzisti della paranoia hitleriana del Mein Kampf, il manifesto politico vergato da Hitler nel 1925». Che aggiunge: «In questo senso quello che è esistito in Italia fu un universo minore: da noi, il numero dei campi, dei luoghi di detenzione e confino fu minore che in Germania, come più limitata fu la quantità di persone che vi furono assoggettate».

Pardo Fornaciari, livornese, classe 1948, dottore di ricerca in Filologia Mediolatina, si dedica da tempo alla ricerca sull’incontro tra le culture ebraica e cristiana, spaziando dalla storia alla linguistica alle manifestazioni del pensiero.

Questo studio sulla sorte degli ebrei deportati da tutto il pistoiese intende contribuire a far luce sulle responsabilità italiane nello sterminio. «Nessuno può ancora sostenere la favola degli italiani brava gente – conclude Pardo Fornaciari –. È giusto e doveroso che i giovani sappiano».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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