Il Tirreno

Pontedera

Una petizione pro gazebo mentre il Comune riflette

di Francesca Suggi
Una petizione pro gazebo mentre il Comune riflette

Pontedera, l’idea circola da tempo tra i titolari dei locali del centro e i clienti La richiesta è tenere le strutture tutto l’anno. L’assessore: stiamo in ascolto

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PONTEDERA. L’idea circola da settimane. Ed è sempre più concreta. Perché sono tanti i clienti dei locali del centro di Pontedera che reclamano quelle strutture coperte, all’aperto, dove poter sorseggiare un caffè o bere un drink. E che sono disposti a firmare una petizione ad hoc.

I commercianti della città della Piaggio non mollano: quei gazebo fanno la differenza in fondo al mese. Da quando, dopo Befana, sono costretti a toglierli, obbligati dal regolamento comunale, gli incassi si sono dimezzati. A chi del 30%, del 40%, della metà: la situazione, oltre che a parole, si racconta attraverso numeri e conti che non tornano più.

Più volte hanno manifestato la crisi che stanno vivendo in prima persona gli esercenti. Tanti gli appelli lanciati all’amministrazione comunale.

«Stiamo valutando di raccogliere le firme dei nostri clienti che tutti i giorni reclamano i gazebo», dicono dai bar del centro.

Le associazioni di categoria sono le prime a guardarsi intorno e a confermare che la crisi del commercio è sotto gli occhi di tutti e che piano piano il salotto buono (e non solo) di Pontedera si sta spopolando e le attività chiudono.

«Il commercio è veramente ridotto ai minimi termini, basta fare un giro la sera per Pontedera e il deserto di attività e di gente è tangibile», dice la sua il presidente di Confesercenti Valdera, Luca Sardelli. Pure lui appoggia la richiesta di gazebo permanenti, come si fa in tante altre città vicine. «Non la vedo come una privatizzazione del centro, dico anzi che questa concessione andrebbe fatta per tutte le attività che lo richiedono, non solo i locali del centro», continua. «In questo momento qualsiasi iniziativa è da prendere in considerazione per rivitalizzare l’economia», aggiunge.

Sardelli anticipa che quest’anno, comunque vada, l’installazione dei gazebo dovrebbe essere anticipata a fine marzo, prima del periodo pasquale. Poi guarda all’estate che verrà e mette nel piatto una riflesione: «Mi chiedo perché in città come Lucca, Arezzo, si organizzino maxi eventi musicali come il Summer festival e l’Arezzo Wave, mentre da noi qualsiasi iniziativa in questo senso genera sempre polemiche». Durante gli incontri tra associazione e commercianti, infatti, le idee stanno già prendendo corpo: si pensa ad un’estate dove alle serate dello shopping sotto le stelle si possano aggiungere altri eventi musicali settimanali, da poter svolgere in palchi allestiti in città.

Intanto, dal canto suo, l’assessore al commercio Lucia Curcio non si tira indietro sulla questione gazebo tutto l’anno.

«La visione della cosa pubblica di questo Comune è precisa, ma sicuramente non esiste niente di precostituito».

L’amministratore non vuole, sicuramente, creare aspettative. Ma la riflessione è aperta. «Ci guardiamo intorno e siamo consapevoli del momento di crisi che il mondo del commercio sta vivendo: soluzioni individuate ancora non ne abbiamo, ma la riflessione sulla questione dei gazebo è aperta».

L’amministrazione vuole trovare una soluzione. «Ascoltiamo le istanze dei cittadini e delle associazioni di categoria, stiamo riflettendo», chiude Curcio.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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