Il dolore
Un impianto contro le alluvioni
San Miniato, sull’argine dell’Arno una stazione di sollevamento delle acque a protezione delle aziende
SAN MINIATO. Un ombrello contro il rischio allagamenti. Nella zona industriale di Ponte a Egola si fa più vicino il cantiere per la messa in sicurezza del rio Malucco e la realizzazione dell’impianto di sollevamento previsti nell’ambito del progetto Apea, ovvero Aree produttive ecologicamente avanzate, che prevede la riqualificazione di tutte le zone produttive. L’intervento è classificato come opera di pubblica utilità e ha già il via libera del consiglio comunale di San Miniato.
Intanto l’impianto di sollevamento. Un’opera da 402mila euro per cui è previsto l’inizio dei lavori entro la fine di maggio. Mentre serviranno 180 giorni per la realizzazione. L’obiettivo dichiarato è di alleggerire il carico idraulico destinato all’impianto di depurazione Cuoiodepur e agevolare così il deflusso delle acque di ristagno. Una soluzione che a regime consentirà alle aziende un notevole risparmio perché potranno utilizzare a pieno le resedi esterne e le relative pertinenze. Inoltre, c’è anche un riflesso ecologico. Eliminando i ristagni di acqua, soprattutto nelle aree e nei depositi di materie prime trattate, verrà annullato il rischio di contaminazione per dilavamento dei prodotti chimici utilizzati nei cicli produttivi.
Nel complesso il progetto Apea vale 2,3 milioni di euro, di cui 1,1 milioni finanziati dalla Regione Toscana. «A breve procederemo anche con la realizzazione della cassa d’espansione sul rio Malucco – afferma l’assessore ai Lavori pubblici di San Miniato Maria Teresa Piampiani –. Si tratta di due opere collegate e fondamentali per la messa in sicurezza idraulica delle aree industriali». Che aggiunge: «L’impianto di sollevamento è l’opera di maggiore entità anche per l’estensione dell’area che verrà così messa in sicurezza. Si tratta di un intervento strategico anche per la funzionalità del depuratore Cuoiodepur».
Tutto muove da una constatazione. “Le aree nelle quali sono ubicati gli insediamenti produttivi, denominate Romaiano 1, Romaiano 2 e Pruneta, vista la loro particolare conformazione geomorfologica e a causa di una regimazione delle acque poco efficace, sono spesso interessate da fenomeni di esondazione e ristagno in relazione ai principali rii e fossi che attraversano questo settore di pianura”, si legge nella delibera del consiglio comunale con cui si dà il via alla realizzazione dell’impianto di sollevamento. Impianto che è previsto nei pressi dell’argine dell’Arno e consentirà di drenare completamente dalle acque piovane le aree industriali a nord della ferrovia. Ma il progetto è più ampio. È prevista infatti una cassa d’espansione del rio Malucco nella zona a sud della ferrovia, all’interno della lottizzazione Romaiano, in modo da evitare che le eventuali esondazioni possano investire gli edifici e le strade. E per migliorare il deflusso anche il rifacimento dell’attraversamento sul rio Malucco.(m.m.)
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