«Si vuole costruire Ma abbiamo già tante case rimaste sfitte»
Lista civica Indipendente interviene sui rischi idrogeologici «Il Comune cerchi fondi per mettere in sicurezza le aree»
PONTEDERA. La lista civica indipendente concorda con Legambiente sulle critiche che riguardano urbanistica e rischio idrogeologico. «Il sindaco Simone Millozzi può continuare a ripetere all'infinito che a Pontedera non verrà concesso un metro cubo in più, il problema è quello che il suo predecessore Marconcini aveva già ottenuto. – dice il consigliere Alessandro Puccinelli – Il nostro attuale regolamento urbanistico rappresenta in un colpo solo ciò che, con una visione più lungimirante ed attenta allo sviluppo del territorio, sarebbe dovuto essere gestito più adeguatamente negli anni, in due/tre regolamenti quinquennali. L'aver pervicacemente ottenuto dalla Regione Toscana l'assenso ad un piano "monstre", magari quando l'urbanistica tirava e si pensava ad un'espansione indefinita, ha poi generato il problema per l'attuale amministrazione di dover gestire una situazione di espansione notevole, cercando di evitare, almeno per adesso, di non riprogrammare il territorio sino ad oggi edificabile».
Ma tutti questi nuovi cittadini desiderosi di venire ad abitare a Pontedera dove sono?, si chiede la lista civica. «La dotazione di alloggi sfitti od invenduti nel nostro territorio rappresenta una quota assolutamente importante del patrimonio edilizio, pensiamo al palazzo ex Superal, all'ex Marconcini, allo scheletro dei palazzoni vicino ai cimiteri, alla rinuncia a costruire dell'ex segheria Leoncini in zona Duomo ed altre lottizzazioni che più o meno segnano il passo. Perché quindi andare a costruire e cementificare ulteriormente? Vediamo poi la crisi dei grandi nomi di imprese di costruzione sul nostro territorio, che ulteriormente dimostrano che non vi è sbocco per ulteriori immobili in questo momento».
Ci sono poi problemi idrogeologici di aree in cui sarebbe prevista l'espansione o su cui si sta già costruendo. «La replica di Pasquinucci, da politico navigato, non entra nel cuore del problema che Legambiente pone, ma ne da giustificazioni burocratiche, teoriche. La teoria è quella che sta sulla carta, i rischi reali, i danni reali, sono quelli che stanno sul territorio, dove di quando in quando si evidenziano le ferite e le fragilità della nostra area. Non è fatalismo questo, si tratta semplicemente di buonsenso, un buonsenso che questo tipo di amministrazioni di centrosinistra ha tralasciato negli anni a favore del miraggio di una "grande Pontedera", grande sì ma con i piedi nell'acqua».
Basti vedere le situazioni di questi giorni, situazioni di pioggia non così eccezionali e che nel futuro si ripeteranno viste le modifiche del clima in atto. «Il ruolo che ci aspettiamo da un'amministrazione seria, che davvero abbia a cuore l'interesse del territorio, è un'attenta valutazione, con il necessario coraggio, delle aree di insediamento ma, soprattutto, che sappia battersi con gli enti sovraordinati, quali provincia (sin quando esisterà ed avrà competenze in merito) e regione. Cerchiamo di avere i fondi per monitorare e mettere in sicurezza il territorio, prima di farceli dare per pagare i danni, Ponsacco docet», conclude Puccinelli.
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