Sicurezza
La giovane che parla alla Santa Bernadette da più di quattro anni
Ponte a Egola, il fenomeno raccontato dalla protagonista «Ho scritto a papa Francesco e spero di incontrarlo»
SAN MINIATO. “Venire in pellegrinaggio a Nevers, è venire incontro a Bernadette, e anche lasciarsi attirare da lei, accogliere il messaggio che lei ha ricevuto a Lourdes e vissuto a Nevers: ogni essere umano è prezioso agli occhi di Dio”, si dice nel santuario francese. A Liuba Resti, una ragazza sanminiatese, che ha 18 anni e frequenta le scuole superiori a Empoli, è accaduto proprio questo, anzi di più. Non soltanto ha sentito il messaggio, ma dialoga costantemente con la Santa, nata nel 1844, e che l’11 febbraio 1858 vide apparire la Madonna per la prima volta alla Grotta di Massabielle, a Lourdes. Poi Bernadette è morta giovane, all’età di 35 anni, ma il corpo è rimasto miracolosamente intatto. E Liuba racconta con lucidità come iniziò quattro anni fa questo contatto trascendentale.
«Ero andata a Lourdes, con i miei genitori Gianluca e Daniela, la sorella Maiumi, il nonno Torquato e la nonna Franca. La nonna suggerì di passare anche da Nevers, dove c’è il culto di Bernadette. In chiesa mi ha colpito la salma, mi sono seduta in raccoglimento, ed è accaduto che mi sono sentita dire, “Liuba sono io, sono Bernadette”, ma ho creduto di essermi suggestionata. Anche se avevo sentito le parole davvero, non ho detto niente a nessuno». La mattina successiva Liuba è tornata in chiesa, per rivedere la Santa, ma soprattutto per capire meglio quello che le era accaduto. «Il fenomeno s’è manifestato di nuovo, anche più evidente. Bernadette mi diceva di stare tranquilla, sentivo bene le parole come fossero di un’amica conosciuta da sempre, così quando sono uscita dalla chiesa, scioccata, piangevo. Se n’è accorto mio padre, ha voluto sapere che cosa era accaduto. A quel punto gli ho riferito l’accaduto, e che avevo chiesto a Bernadette se saremmo arrivati a casa sani e salvi, perché il viaggio è lungo. Mi ha risposto che alle otto e trenta di sera saremmo arrivati a casa. E che saremmo tornati a Nevers anche il prossimo anno. Così è stato. Anzi, da allora, siamo tornati tutti gli anni successivi. Si viaggia con la multipla, tutti e sei».
A questo punto anche in famiglia hanno creduto al contatto, che continua tutt’ora. Quanto a Bernadette, le ha dato qualche messaggio da divulgare? «No. Si parla come potrei parlare con un’amica più grande in età, soprattutto si prega insieme, raccomanda di andare alla messa. Vado al santuario di Cigoli, qui vicino». Ne ha parlato con monsignor Giampiero Taddei? «Mi ha benedetto l’8 febbraio in occasione del mio 18º compleanno. Non gli ho parlato di questa che mi sembra una cosa naturale, ma al tempo stesso strana da raccontare». Nessuna vocazione religiosa in vista per Liuba. «Però i piacerebbe approfondire se questo contatto accade anche ad altre persone».
Come avviene la sensazione: a orari ricorrenti, o in qualunque momento? «Ho un libretto su santa Bernadette, acquistato al santuario di Nevers. Comincio una preghiera, ed ecco che anche la Santa prega insieme a me. La sento come se fosse accanto, nella stessa stanza. Una volta che ero preoccupata per nonna Franca, che con l’ambulanza era stata trasportata all’ospedale, chiesi a Bernadette se c’era pericolo. Mi rispose che la sera sarebbe tornata a casa. E così è stato… forse anche per un’assistenza dal cielo». Poi Liuba conclude: «C’è arrivata una lettera di papa Francesco, al quale avevo scritto per andare a parlargli di cosa mi sta accadendo. Speriamo un appuntamento».
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