Sicurezza
I pericoli del web, la polizia postale incontra gli studenti
Casi di ragazzini adescati da pedofili grazie a falsi profili nei racconti che gli agenti fanno ai ragazzi del “Russoli”
CASCINA. La polizia postale a caccia di cyber bulli e profili falsi: chi si nasconde dietro lo schermo? Un tema molto attuale quello affrontato ieri mattina dalla polizia postale durante una lezione rivolta ad adolescenti.
«La polizia postale è nata nel 1981 e il suo compito principale è contrastare la pedofilia e la pedopornografia online». Così hanno cominciato il loro intervento il Sovrintendente Bruno Gaspari e l'Assistente Capo Marco Malventi durante l'incontro che si è tenuto nell'aula magna dell'Istituto Statale d'Arte "Russoli" di Cascina, proprio in occasione della quinta giornata sulla sicurezza di internet a livello europeo.
I due poliziotti hanno illustrato agli studenti le varie facce di internet e svelato i retroscena del loro lavoro.
I social network sono siti privati e commerciali nati per costruire un profilo e pubblicizzarlo con gli altri utenti della rete. Facebook e Twitter, per esempio, sono aziende commerciali che principalmente vendono due cose: pubblicità e Big Data, ovvero i dati personali degli utenti. «Quando una persona si iscrive su questi social è come se firmasse un contratto commerciale, e quello che si posta appartiene direttamente alla società, ed è reso pubblico a livello mondiale in quanto su internet la privacy non esiste proprio. Basta un semplice motore di ricerca per poter accedere a dati personali di chiunque», hanno ricordato per evidenziare di chi usa i social network.
«Nell'era della globalizzazione dove per essere connesso con il mondo intero basta un solo click, internet appartiene a tutti, perfino ai giovanissimi. Soprattutto i ragazzini nascondendosi dietro uno schermo arrivano a preferire rapporti virtuali a quelli reali, passando così la maggior parte del loro tempo in rete».
In Italia Facebook è al primo posto tra i social network; tra 1 miliardo e 200 milioni di profili circa il 32% è costituito da profili falsi.
«Profili che possono nascondere pedofili o gente malintenzionata, o più semplicemente persone che si fingono più belle ed interessanti. Siete sicuri di sapere con chi state realmente parlando?», hanno provato a fare riflettere gli studenti ai quali era rivolta la lezione.
Il mondo dei social network ci rende tutti vulnerabili a questo fenomeno e sempre di più accadono fatti di cronaca di pedofili che adescano ragazzini sul web, ma anche di ragazzini che si improvvisano cyber bulli per danneggiare altri ragazzini: il fenomeno del cyber bullismo è in preoccupante aumento e spesso la polizia postale si è ritrovata a dover dare la caccia proprio a coloro che cerca in tutti i modi di difendere e tutelare: i minori.
«Internet – spiega Malventi- lascia sempre una traccia certa ed inconfutabile. Lascia un IP, una stringa,che è sempre associata ad una linea telefonica, e quindi ad un'utenza. Così noi partiamo da quella traccia fino ad arrivare al colpevole». È così che lavora la polizia postale contro i reati informatici sempre più frequenti e sempre più drammatici. Chi insomma pensa di cavarsela perché apre profili falsi o si nasconde dietro l’anonimato andrà poco lontano.
Giulia Saviozzi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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